Azienda licenzia un intermediario Sindacati in campo

Ricostruzione, richiamo di Trasatti (Cgil) contro le illegalità Sangermano (Cisl): «Norme più stringenti per evitare abusi»
L’AQUILA. Si sono assicurati l’appalto di tre cantieri, in un comune della Valle Subequana, tramite l’attività di marketing e pubbliche relazioni di un collaboratore dell’azienda. Ottenuti i lavori, lo hanno licenziato in tronco, rescindendo il contratto con un pretesto. Protagonisti della vicenda i titolari di una ditta edile e un professionista aquilano, che si è rivolto ai sindacati e all’ispettorato del lavoro. E non è un caso isolato quello venuto alla luce. Cgil e Cisl confermano: «C’è un sottobosco nella ricostruzione privata post-sisma che rischia di danneggiare committenti, lavoratori dipendenti e parasubordinati, fornitori e aziende serie». I sindacati chiedono regole più stringenti, a partire dalla sospensione dei cantieri per le ditte che hanno contenziosi in atto, anche di natura occupazionale.
IL CASO. Il contenzioso – a dichiararlo sono gli stessi sindacati – rappresenta l’emblema di uno spaccato negativo della ricostruzione aquilana. «La ditta in questione, con la quale ho instaurato un rapporto di collaborazione per l’acquisizione dei cantieri, con riferimento, in particolare, alle pubbliche relazioni e al marketing sul territorio», spiega il professionista aquilano, che si è rivolto all’Ispettorato del lavoro e al sindacato per verificare la correttezza di tali comportamenti assunti rispetto al rilascio del Durc e all’iscrizione dell’impresa nella white list. «Sono stato licenziato dopo che l’impresa si è garantita l’acquisizione, tramite la mia intermediazione, di tre cantiere in un comune dell’Aquilano. E senza saldarmi il corrispettivo pattuito».
TUTELARE I LAVORATORI. «Un caso emblematico, da condannare», lo definisce Umberto Trasatti, segretario provinciale Cgil, «che calpesta il valore del lavoro e la dignità delle persone. In provincia dell’Aquila abbiamo raccolto 17mila firme per la Carta universale dei diritti del lavoro. È necessario incrementare i controlli sulla regolarità anche contrattuale e comportamentale delle aziende impegnate nella ricostruzione, modificando la normativa dell’emendamento sui Sal che consente l’autocertificazione. Sono in piedi», afferma Trasatti, «decine e decine di contenziosi con le ditte edili che non pagano i subappaltatori o fanno firmare ai dipendenti buste paga fittizie. Forme di illegalità che continueremo a denunciare a tutela dei lavoratori, dei committenti e delle aziende serie».
NORME STRINGENTI. Il segretario provinciale della Cisl Paolo Sangermano invoca l’adozione di «norme più stringenti per prevenire le forme di illegalità e garantire la tutela dei lavoratori con un meccanismo immediato, senza attendere i tempi della giustizia civile, troppo lunghi. Un sistema sanzionatorio, visto che si tratta di utilizzo di soldi pubblici, per tutte quelle ditte che non rispettano le regole e non garantiscono la tutela dei lavoratori. Un esempio è il blocco dei cantieri per tutte quelle imprese che hanno contenziosi in atto». (red.aq.)
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