Aziende, sale la tensione per le nuove regole

Call center, preoccupazione tra i lavoratori. Controlli interni: Sanofi tiene a casa due collaboratrici
L’AQUILA. Sale la tensione tra il personale delle aziende del territorio. L’emergenza Covid-19 ha fatto scattare l’allarme tra i lavoratori, in particolare quelli dei call center, che in città occupano centinaia di persone. Ma in alcuni casi sono le stesse aziende a mandare a casa i dipendenti, a scopo precauzionale. È accaduto ieri alla Sanofi di Scoppito e in un’altra multinazionale che ha un sito all’Aquila. «In merito alla notizia circolata sul territorio che riguarda le due collaboratrici dello stabilimento Sanofi di Scoppito invitate dalla direzione di sito a 14 giorni di astensione dal lavoro a seguito della loro permanenza nelle regioni del Nord Italia», conferma l’azienda al Centro, «Sanofi precisa che si tratta di un accorgimento del tutto precauzionale volto a tutelare la salute dei propri collaboratori e del luogo di lavoro. Questo accorgimento è peraltro in linea con le direttive messe in atto dalla Regione Abruzzo nelle ultime ore. Nello specifico, si stratta di due collaboratrici che operano nel reparto di controllo di qualità dello stabilimento, per le quali, pertanto, non era possibile prevedere una modalità di lavoro in smart working da casa. Questo provvedimento», continua Sanofi, «è coerente a una serie di accorgimenti precauzionali che Sanofi sta prendendo nei suoi quattro stabilimenti produttivi in Italia, come su tutta la sua rete industriale globale. Sanofi, in queste ore, lavora infatti a pieno regime per assicurare la continuità delle proprie attività produttive, distributive e commerciali sul territorio nazionale e destinate all’esportazione, anche alfine di garantire la continuità terapeutica alle persone in cura con le sue soluzioni di salute».
CALL CENTER. «È un’emergenza anche la nostra, è quasi impossibile rispettare il metro di distanza nelle nostre postazioni». Il grido dall’allarme dei dipendenti dei call center è stato ieri al centro di assemblee e riunioni che si sono tenute all’interno dei siti aquilani. Intanto è arrivata la risposta dell’Asl alla nota inviata dai sindacati per chiedere la diramazione di disposizioni comportamentali nel settore, dove l’assembramento di personale è altamente rischioso: «Secondo l’azienda sanitaria», spiega il segretario Uilcom-Uil Piero Francazio, «vanno applicate le indicazioni contenute nel decreto del governo. Una risposta che non ci lascia soddisfatti, in quanto servono misure ad hoc per questo settore dove, com’è noto, gli operatori lavorano a stretto contatto. Stiamo parlando con le aziende, sollecitando la dislocazione dei lavoratori in postazioni che assicurino la distanza di un metro e altri interventi, come sanificazione e aerazione quotidiana. Ma devono muoversi anche le istituzioni, in primis la Regione. Non aspettiamo che si verifichi il primo contagio, preveniamolo».
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