«Azioni congiunte delle imprese per le aree interne»

9 Febbraio 2017

L’AQUILA. Le associazioni di categoria della provincia fanno quadrato. E lanciano la “vertenza aree interne”. Tutto parte dall’analisi della situazione socio-economica del territorio e dalla...

L’AQUILA. Le associazioni di categoria della provincia fanno quadrato. E lanciano la “vertenza aree interne”. Tutto parte dall’analisi della situazione socio-economica del territorio e dalla necessità di individuare percorsi e progetti di sviluppo, a medio e lungo termine, in grado di fornire una risposta concreta all’attuale emergenza e programmare un’azione congiunta nei confronti del governo nazionale. Se ne è discusso martedì pomeriggio, nella sede degli Industriali, all’Aquila. All’incontro, a cui farà seguito un secondo confronto con tutte le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, hanno preso parte Marco Fracassi, presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo interno, Carlo Imperatore, direttore dell’Associazione industriali, Ezio Rainaldi, Confindustria, Ettore Barattelli, presidente Ance, Francesco Manni, direttore Associazione costruttori, e Celso Cioni, direttore Confcommercio Abruzzo. «Il nostro territorio», ha esordito Fracassi, «è investito, su più fronti, da un’emergenza che si traduce nello spopolamento delle aree interne e nella decadenza del Pil. Una situazione che non si limita alla sola città dell’Aquila, ma abbraccia l’intera provincia. L’idea è di costruire un progetto condiviso da tutte le associazioni datoriali che passi attraverso una proposta di rilancio dell’Abruzzo interno, con particolare riferimento al sistema economico locale». Tra le istanze emerse, la redazione di un piano industriale della provincia dell’Aquila, la necessità di accelerare la ricostruzione pubblica, una maggiore sinergia con l’Università, la valorizzazione turistica e l’individuazione di politiche di incentivazione insediativa. Barattelli ha posto l’accento sulla necessità «di accelerare le pratiche per la cantierizzazione di tutte le sedi e le strutture pubbliche, dando la precedenza alle scuole e all’Università. Il territorio necessita anche di strumenti normativi specifici per le procedure di cantierizzazione. Stiamo parlando di soldi già stanziati: ci sono centinaia di milioni di euro fermi sulla ricostruzione pubblica, ancora non spesi. Auspichiamo», ha detto Barattelli, «la redazione di un piano straordinario sulle opere pubbliche che consenta di sbloccare decine e decine di cantieri».

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