Babbo recupera 40 voti, ma non bastano

26 Settembre 2020

Riconta dei seggi mancanti completata dopo 72 ore, in sospeso il giallo delle 700 schede annullate

AVEZZANO. Urne chiuse in città: dopo un lungo travaglio la riconta delle schede dei due seggi rimasti appesi è giunta alla meta. A tre giorni dall’insediamento, l’ufficio centrale elettorale guidato dal presidente del tribunale, Zaira Secchi, con la collaborazione del dirigente dell’ufficio elettorale comunale, Claudio Paciotti, e i dipendenti, è riuscito a sbrogliare la matassa delle due sezioni, la 9 e la 26, dove i conti non tornavano. Quel lavoro a metà nelle sezioni, dove è emersa una serie di incongruenze, ha messo a dura prova la commissione fino alla richiesta di supporto del Comune. L’ennesima riconta nella sezione 9 alla fine ha fatto scattare al sospirata quadratura del cerchio che, comunque, ha regalato la maglia nera ad Avezzano, insieme a Reggio Calabria e un centro della Campania, ultimi comuni in Italia a chiudere la prima fase delle elezioni: il dato finale ha determinato il recupero di una quarantina di voti del candidato sindaco Mario Babbo rispetto a Tiziano Genovesi, comunque ininfluenti per la speranza del candidato sindaco di area civica sostenuto dal centrosinistra per strappare il biglietto del ballottaggio al competitor del centrodestra. Se la vedrà, naturalmente, con Gianni Di Pangrazio, primo classificato nella sfida a sei dove erano in corsa pure Anna Maria Taccone, Antonio Del Boccio e Nicola Stornelli. Riconta finita, quindi, sulla partita delle amministrative segnata pure dall’enorme numero di schede annullate, quasi 700, la richiesta avanzata dal Partito democratico per un controllo supplementare di quelle schede. «Un numero assurdo», ribadisce Piera Colabianchi, delegata della lista Dem, in corsa con il candidato sindaco Babbo, «che in termini di peso elettorale avrebbero potuto eleggere un consigliere e mezzo. Qui non si tratta di una battaglia di bandiera, poiché non sappiamo per chi avevano votato quei quasi 700 elettori che, nonostante il rischio Covid si sono recati alle urne per esprimere il loro voto, ma di rispetto della volontà popolare. Quel ricorso è mirato a rendere giustizia ai cittadini che si sono recati alle urne per esprimere il voto e non sanno di aver perso tempo per nulla». (m.s.)