Babbo va con Di Pangrazio Taccone respinge la Lega

2 Ottobre 2020

Ultimi giochi politici. Marsilio e Genovesi firmano un patto per la città in sei punti Continuano le schermaglie tra Forza Italia e il resto del centrodestra

AVEZZANO. Nuovi ingressi nella squadra Di Pangrazio: alla corte dell’ex sindaco approda l’intera coalizione Babbo (5.247 voti al primo turno, pari al 21,24%). Il candidato a sindaco giunto a un passo dal ballottaggio ha rotto gli indugi a due giorni dal voto. «La città si è espressa e ognuno, nel rispetto delle scelte fatte dall’elettorato», afferma Mario Babbo, «deve assumersi la responsabilità di decidere quale progetto può risultare maggiormente credibile e utile alla collettività. L’attenzione può e deve essere rivolta non solo al programma dei candidati a sindaco», aggiunge, «ma anche all’atteggiamento che palesano nel confrontarsi con l’enorme e bellissimo compito che li attende. È proprio dopo aver ascoltato gli appelli e la filosofia di azione dei contendenti, ho deciso, in rappresentanza della coalizione, di rispondere all’appello di Gianni Di Pangrazio». La coalizione Babbo, quindi, si schiera con Di Pangrazio – dov’era già confluita Generazione+ – insieme al resto dei civici, il Pd e Avezzano viva. «Ritengo e riteniamo», spiega Babbo, «che sia importante bloccare un tentativo palese di inserire Avezzano in una logica di subalternità politica alla Lega aquilana. Tale fattore, lungi dall’essere un mero elemento di campanile, avrebbe un impatto forte e negativo sull’amministrazione e la gestione del territorio. Dobbiamo impedirlo e accompagnare a ciò la tutela di alcuni punti programmatici che ci stanno particolarmente a cuore sui quali abbiamo trovato la massima condivisione con Di Pangrazio, candidato sindaco di profilo istituzionale: adozione del piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, provvedimenti a favore delle donne e a tutela degli animali, mappatura degli impianti sportivi e degli uffici comunali. Tutti insieme facciamo vincere Avezzano».
FI CHIUDE ALLA LEGA. Nessun compromesso: Anna Maria Taccone alza un muro di fronte alle lusinghe, ritenute tardive, del candidato sindaco, Tiziano Genovesi, finalizzate a intercettare i voti della coalizione dei moderati guidata dalla forzista presidente di Aciam. «Accolgo con piacere le lusinghe di Genovesi e il repentino cambio di rotta nei miei confronti», afferma, «ma non posso fare a meno di notare che tale cambio di registro suona quantomeno curioso, visti i tempi in cui si manifesta: il voto per il ballottaggio. Se gli attestati di stima sono una strategia per accaparrarsi consensi per mio tramite sono rispediti al mittente; se al contrario sono autentici, e vogliono rappresentare delle timide scuse rispetto ai toni della campagna elettorale, non posso che accoglierli con favore, ma solo dopo il voto. Tra due posizioni piuttosto distanti da ciò che la mia coalizione ha voluto rappresentare, al ballottaggio non appoggiamo nessuno. Vogliamo rappresentare una minoranza vigile, ma propositiva, che possa portare il nostro contributo al governo della città, chiunque sarà il sindaco».
COSÌ DE ANGELIS. «Volevamo riunire il centrodestra con l’apparentamento, unico accordo politico possibile, basato su programmi da condividere e non poltrone, per archiviare i dissapori e presentare uno schieramento compatto, con una ben definita identità politica, rafforzata dalla presenza dei moderati», sottolinea il coordinatore provinciale di FI, Gabriele De Angelis, «purtroppo la Lega non ha saputo cogliere l’opportunità».
IL PATTO DI MARSILIO. Ai titoli di coda arriva un impegno per la città siglato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il candidato a sindaco, Tiziano Genovesi (affiancati dai referenti politici Luigi D’Eramo, Etelwardo Sigismondi, Lino Cipolloni, Riccardo Silvagni, e il consigliere regionale Mario Quaglieri). Impegno che evoca il patto con gli italiani di Silvio Berlusconi fondato su sei punti: «Investimento sull’attuale ospedale e realizzazione del nuovo; avvio concorsi per i primari; tutela del tribunale; incremento del fondo del Psr; completamento del nuovo municipio e attivazione dell’interporto». Operazione bollata come propagandistica da Di Pangrazio. «Per la terza volta», attacca il candidato sindaco, «il governatore è venuto a firmare il protocollo elettorale. Si tratta solo di un insieme di promesse già smentite dai fatti». La replica di Massimo Verrecchia: «Affermazioni tanto gravi quanto false quelle dell’ex sindaco, che rivelano la propensione a mistificare la realtà, già manifestata durante la sua disastrosa amministrazione 2012-2017».