Baby corriere della droga si pente e fa scoprire una rete di spaccio

L’AQUILA. Sei persone indagate e oltre quattro chilogrammi di stupefacenti sequestrati.È questo il bilancio dell’operazione antidroga effettuata dalla sezione operativa dei carabinieri della...
L’AQUILA. Sei persone indagate e oltre quattro chilogrammi di stupefacenti sequestrati.
È questo il bilancio dell’operazione antidroga effettuata dalla sezione operativa dei carabinieri della Compagnia dell’Aquila – su impulso del sostituto procuratore della Repubblica Guido Cocco – che ha portato a recuperare, nei giorni scorsi, circa 4 chilogrammi di hascisc e 30 grammi di cocaina, ponendo fine all’attività di spaccio che era stata messa su da un sodalizio criminale, composto da un macedone e cinque albanesi.
Le indagini dei carabinieri avevano consentito di arrestare Idajet Saliaj e Tahir Selmani, il primo 34enne albanese e l’altro 54enne macedone, accusati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due, difesi dagli avvocati Francesco Valentini e Simona Mariani, hanno affermato davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale Marco Billi di essere completamenti estranei alla vicenda e di non conoscere proprietari e destinatari del carico di droga. Per questo il gip, che non ha convalidato il fermo della Procura, ritenendo che non sia stato eseguito nei termini di legge, li ha rimessi in libertà, senza applicare alcuna misura cautelare. Tuttavia le indagini vanno avanti per fare piena luce sulla vicenda. L’operazione, durata 48 ore, era partita dalla richiesta d’aiuto di un albanese di 23 anni, I.I., che era arrivato all’Aquila lo scorso gennaio come operaio edile e sarebbe stato costretto, tramite minacce, a guidare l’auto in uso a tre giovani, di cui due fratelli, tutti albanesi residenti nel capoluogo di regione, per trasportare hascisc e cocaina. La droga era stata acquistata nella Marsica per poi essere portata, ai fini dello spaccio, nell’Aquilano, soprattutto nella campagne tra Ocre e San Gregorio-Paganica. Qui la sostanza stupefacente veniva custodita per essere poi utilizzata al momento opportuno. A raccontare i particolari ai carabinieri è stato proprio il baby corriere di 23 anni che, pentitosi, ha permesso agli inquirenti di ricostruire violenze fisiche e minacce. L’inchiesta non è finita, dal momento che i carabinieri hanno sequestrato il telefono degli indagati per analizzare tabulati e conversazioni. Le indagini quindi potrebbero allargarsi fino a coinvolgere altre persone. (a.d.a.)

