Baby gang, si cercano prove nei telefoni

Nominato un perito per analizzare tabulati e memorie degli smartphone dei trenta ragazzi tra i 15 e i 19 anni indagati
L’AQUILA. Un perito per passare al setaccio i telefonini sequestrati ai bulli delle baby gang che spacciano e terrorizzano il centro dell’Aquila. A nominare il consulente è stato il Tribunale dei minorenni. Sono 30 gli indagati, a vario titolo, per spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, risse, estorsioni e stalking, anche nei confronti di minorenni. L’operazione delle forze dell’ordine ha sgominato almeno tre gruppi distinti ma con qualche “amicizia” in comune. Tra loro italiani, albanesi, egiziani e tunisini, ma anche un ragazzo originario della Bosnia e uno della Moldavia, finiti nell’indagine che martedì ha portato all’esecuzione di tredici misure cautelari (6 arresti, 7 affidi in comunità) verso giovani tra i 15 e i 19 anni. Tra i provvedimenti adottati anche 23 Daspo “Willy” della durata tra i 18 e i 36 mesi. A unire tutti i ragazzi sono i contesti sociali difficili: sette indagati vivevano in una comunità, che per cinque era la stessa. Due arrestati hanno precedenti: maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza in un caso; lesioni e minacce in concorso e rissa in concorso nell’altro. Uno dei ragazzi affidati in comunità è indagato per violenza sessuale.
L’attività investigativa ha avuto inizio a gennaio 2021 dopo episodi legati allo spaccio di stupefacenti nei dintorni delle scuole o in luoghi di ritrovo abituali quali Collemaggio, la Villa comunale, piazza Santa Maria di Paganica, ma anche pestaggi e sequestri di piccole quantità di stupefacenti. Episodi di violenza che hanno suscitato notevole allarme sociale. Nel corso degli interrogatori alcuni dei bulli hanno fatto ammissioni parziali. L'analisi dei tabulati e delle memorie degli smartphone servirà proprio a confermare l'impianto accusatorio. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Mauro Ceci, Alessandra Spadolini, Massimiliano Venta, Francesco Valentini, Giulio Agnelli e Chiara Camponeschi.
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