Bacino sciistico, fondi dimezzati

23 Gennaio 2015

Trattative in corso con la Regione, ma c’è chi invoca la protesta

SCANNO. I fondi per lo sviluppo del bacino sciistico di monte Rotondo arriveranno, ma solo in parte. La Regione è disponibile a concedere il contributo per lo sviluppo della stazione sciistica di Scanno, ma tagliando a metà il finanziamento di 825mila euro prima assegnato e poi sospeso dagli uffici regionali. A dare notizia in consiglio comunale del compromesso tra le parti è stato il sindaco Pietro Spacone: «Dopo gli errori fatti in passato», afferma il primo cittadino, «stiamo tentando di risolvere definitivamente la vicenda». Ma gli ex amministratori di Scanno si ribellano: «È una vergogna», dice l’ex sindaco Eustachio Gentile, «poiché non possiamo essere trattati in maniera diversa dai paesi dell’Alto Sangro ai quali sono stati assegnati tutti i fondi promessi per lo sviluppo degli impianti sciistici. Il mancato trasferimento dei fondi, motivato con inaccettabili giustificazioni, ha messo in crisi per anni la liquidità di cassa del Comune fino a decretare l’attuale aumento delle tasse. Al presidente Luciano D’Alfonso dico che è solo una questione di volontà politica», aggiunge Gentile, «ed è per questo che auspico una protesta popolare direttamente in Regione». A stanziare il contributo per il rilancio degli impianti sciistici di Scanno fu la giunta Del Turco nel 2005, ma solo nel 2012, dopo la bocciatura della stessa legge da parte del commissario di governo, la Regione concesse nuovamente i fondi. Approvazione del contributo che avrebbe dovuto mettere fine alla vicenda, ma i finanziamenti non sono stati mai trasferiti al Comune che ha avviato un’azione legale per il recupero dei fondi. «È in atto con la Regione», spiega invece il sindaco Spacone, «un tentativo di mediazione per cercare di risolvere la questione prima dell’udienza fissata per il 31 marzo. Mi auguro che questo concordato vada a buon fine dopo i gravi errori commessi da quanti hanno amministrato in passato il Comune, i quali non rispettando le indicazioni hanno costretto gli uffici regionali a bloccare i fondi».

Massimiliano Lavillotti

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