Badia celestiniana, via ai restauri

D’Alfonso: «Pronti due milioni per trasformarla in un luogo di incontri tra fedi e religioni diverse»
SULMONA. Uno dei monumenti simbolo della Regione ma anche luogo di incontro tra fedi e religioni per appuntamenti planetari.
È quello che dovrà diventare la monumentale Abbazia celestiniana di Sulmona, secondo il progetto illustrato ieri mattina dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso nel corso di un incontro al quale hanno partecipato l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, il presidente del Parco nazionale Maiella, Franco Iezzi e i responsabili della Soprintendenza Bsae d’Abruzzo. Due milioni di euro che costituiscono il primo dei sei lotti per un totale di 12 milioni di euro. L’avvio del cantiere è previsto per il mese di marzo. «I lavori riguarderanno il superamento delle trasformazioni che gli uomini hanno fatto nel corso del tempo», ha spiegato D’Alfonso, «ci sono per esempio dei corpi estranei, come le mura di cinta dell’ex carcere e altre cose ancora. Dobbiamo fare in modo che qui dentro, a parte l’esibizione della bellezza, nelle opere destinate alla collettività ci siano opere calde e opere fredde. Le opere calde sono quelle capaci di attrarre a sé la vita e noi dobbiamo rideterminare l’arrivo della vita. Noi non abbiamo un’opera del genere, di questo livello, in nessuna parte dell'Abruzzo. Anche dal punto di vista della vicinanza a luoghi immaginifici, ecco perché c’è tutta questa concentrazione. Una concentrazione di risorse finanziarie che non cesserà neanche con i “falsi cantieri” degli ulteriori 10 milioni di euro».
D’Alfonso ha poi annunciato la grande novità del prossimo anno che riguarderà proprio la monumentale struttura. «In occasione della prossima Perdonanza celestiniana, a parte l’evento che si svolge a L'Aquila, dovremo promuovere un appuntamento di livello planetario riguardante, per esempio, il confronto tra le fedi e le religioni. Ma dove si può fare questo, se non nell’Abbazia celestiniana. Qui e all’Aquila, ma in un rapporto di stretta collaborazione». (c.l.)
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