Bagni pubblici chiusi e sede comunale sporca

È l’effetto del mancato rinnovo del contratto con la cooperativa che si occupa delle pulizie
SULMONA. Bagni pubblici sotto lucchetto tra le proteste di turisti e residenti. Corridoi, atri, scalinate e stanze del Comune che non vengono puliti da una settimana. È l’effetto del mancato rinnovo del contratto con la Cooperativa 2001, che si occupa delle pulizie dei locali dell’ente, scaduto il 30 aprile scorso. Cartacce e polvere in ogni angolo di Palazzo San Francesco; sacchi pieni di immondizia che da giorni stazionano in tutti gli uffici in attesa di essere smaltiti. Un’immagine del Comune non proprio edificante tanto che molti dipendenti, almeno quelli più coscienziosi e sensibili al problema, constatato il perdurare del disservizio, si sono armati di buona volontà e hanno provveduto da soli a pulire gli spazi in cui lavorano.
Ieri mattina sono intervenuti anche i sindacati che hanno inviato una lettera al prefetto per denunciare una situazione che non può essere ulteriormente tollerata. Tanto che stanno valutando, insieme ai loro legali, l’ipotesi di inviare un esposto in Procura in cui si contesta al Comune l’interruzione di pubblico servizio, soprattutto in relazione alla chiusura dei bagni pubblici. Dopo frenetiche riunioni e consultazioni gli amministratori comunali hanno preso la decisione di mettere una pezza al problema, concedendo una proroga di due mesi alla Cooperativa 2001, attualmente titolare del servizio. «La proroga entro domani verrà licenziata dal dirigente D’Eramo», ha assicurato l’assessore Mario Sinibaldi. Ma si annunciano problemi in arrivo anche negli altri servizi assicurati dalle cooperative i cui contratti scadranno il 31 maggio. Quindi dopo l’ufficio sisma rischiano a breve la paralisi anche il servizio tecnico-informatico, il servizio elaborazione dati e il servizio di supporto ai trasporti urbani. In tutto sono 24 i lavoratori interessati dalla vertenza. Nel frattempo dopo l’apertura delle buste della gara d’appalto che ha assegnato la guardianìa a una cooperativa diversa dalla Satic, che in questi anni ha garantito il servizio, i sindacati Cgil e Uil hanno incontrato il dirigente Amedeo D’Eramo, per conoscere i progetti del Comune sulla questione. I sindacati puntano sulla clausola sociale (il riassorbimento dei lavoratori), per salvare i posti attualmente occupati.(c.l.)
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