Bagno in rivolta contro l’antenna telefonica

13 Luglio 2020

Residenti sul piede di guerra per l’installazione di un nuovo impianto in un’area a ridosso delle case

BAGNO. Raccolta di firme, azioni legali e, se necessario, anche proteste eclatanti. I cittadini di Bagno dicono no a un’antenna che una società di telefonia mobile vuole posizionare in un terreno in via Rubola non molto distante dalle abitazioni.
La società ad aprile ha presentato al Comune domanda di installazione e ora si teme che, in caso di silenzio-assenso da parte dell’ente, i lavori possano partire. In una lettera-diffida inviata alle autorità competenti da un pool di avvocati a nome dei residenti (che stanno raccogliendo fondi per sostenere anche le spese legali) è scritto fra l’altro: “La popolazione di Bagno in relazione all’installazione dell’antenna nutre molte perplessità in ordine alla salvaguardia e garanzia del diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione in considerazione del fatto che la documentazione a corredo della richiesta depositata in Comune evidenzia molteplici criticità che destano grave allarme e preoccupazione tra i residenti nelle zone circostanti l’area dove verrà realizzato l’impianto. Tale impianto, infatti, dovrebbe essere posizionato in area prossima (circa 200 metri) a luoghi sensibili quali abitazioni private, campo sportivo, chiesa parrocchiale e orti regolarmente coltivati, con grave rischio e pregiudizio per la salute della collettività che vive quotidianamente in quelle aree. Ciò premesso va evidenziato come, nel tempo, una fitta rete normativa abbia tipizzato, con leggi quadro nazionali e regionali e non da ultimo con regolamenti comunali, la complessa materia legata agli impianti portatori di esposizioni a campi elettrici, elettronici, elettromagnetici, e abbia previsto una complessa procedura volta all’accertamento di tutti i rischi connessi all’esposizione umana. Da un’accurata analisi della documentazione depositata a corredo dell’istanza sono emerse criticità che si pongono in evidente contrasto con la normativa del settore. In particolare la legge regionale stabilisce che, a corredo della domanda di autorizzazione all’installazione, debba essere depositata una relazione nella quale vanno evidenziali sia gli obiettivi di qualità, mediante schede tecniche, sia la potenza massima delle antenne. Nella relazione depositata a corredo della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) non vengono invece riportati dei dati imprescindibili, in assenza dei quali la pratica dovrà necessariamente essere o rigettata o integrata con tutti gli elementi che la legge impone come indispensabili”.