«Balconi fatti male e legno fradicio» Resta il maxisequestro

15 Maggio 2016

Il gip non restituisce i 18 milioni alle imprese sotto inchiesta Probabile ricorso al Riesame. In arrivo richieste di processo

L’AQUILA. Sarà lunga la battaglia legale riguardante l’inchiesta che Forestale e Finanza hanno aperto dopo il crollo del balcone di un appartamento del Progetto Case a Cese di Preturo.

L’indagine su questo scandalo con 37 sospettati ha portato al sequestro di un’infinità di appartamenti e balconi realizzati in modo discutibile soprattutto per via dei materiali. I periti del pm non fanno sconti sulla qualità della lavorazione.

Poche settimane fa la Procura, dopo le investigazioni della Finanza, ha chiesto e ottenuto anche il sequestro per equivalente di ben 18 milioni a carico di tre ditte napoletane che hanno ottenuto quello specifico appalto.

L’illecito amministrativo poggia sulla truffa ai danni dello Stato che è contestata ai titolari di queste imprese. Si tratta di Francesco Tuccillo, amministratore della Iter gestioni e appalti, Carlo De Angelis Mastrolilli, amministrarore della Sled, Davide Dragone, amministratore della Vitale costruzioni, Wolf Chitis, presidente del Cda di Futuraquila, e Carmine Guarino, direttore del cantiere di 22 piastre antisismiche nei siti di Cese di Preturo, Sassa, Coppito 2, Arischia, Collebrincioni. Queste persone sono tra le 37 che mesi fa sono state raggiunte da avviso di conclusione delle indagini. Tutti e cinque sono originari della Campania. La difesa ha presentato giorni fa un ricorso al giudice per le indagini preliminari il quale ha respinto di recente la richiesta delle difese che ora, inevitabilmente, andranno al Riesame o per saltum in Cassazione.

Il ricorso poggiava su una serie di argomentazioni e sul fatto che la manutenzione è stata carente soprattutto da parte del Comune: se i controlli periodici fossero stati fatti il legno non sarebbe marcito a causa delle infiltrazioni piovane. Questa è una delle argommentazioni.

Inoltre viene evidenziato che il balcone crollato a Cese è finito su quello sottostante che ha retto nonostante un peso considerevole. Come a dire che non tutti i balconi sono stati fatti male.

Inoltre, la somma di cui si chiede la restituzione è ritenuta assai sproporzionata. Ci sono poi altre argomentazioni tecniche avanzata dai legali napoletani che il gip non ha accolto.

L’inchiesta è decollata dopo la perizia del pm che è stata perentoria e parla di «difetti di costruzione e impiego di materiale scadente» .

Nelle prossime settimane la procura della Repubblica dovrebbe chiedere il processo per parecchi dei 37 indagati per reati che vanno dalla truffa, alla frode nelle pubbliche forniture, falso. Reati che, se non si andrà avanti in modo celere, rischiano di finire in prescrizione forse prima del processo di primo grado qualora ci si arrivi. Lo spauracchio delle mancate notifiche, del resto, incombe sulla definizione di tutti i processi post-sisma.

Tra i principali indagati dell’inchiesta, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori di realizzazione del Progetto Case e Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento oltre ad alcuni dirigenti del Comune dell’Aquila che si sono succeduti alla titolarità della manutenzione delle abitazioni antisismiche che, pur provvisorie, sarebbero dovute durare di più.

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