Balconi marciti, il processo fantasma

Tutto fermo da un anno, ancora non è stata fissata l’udienza dal gup di Piacenza per i 29 imputati, tra i quali Dolce e Calvi
L’AQUILA. Scandalo crollo balconi al Progetto Case: a un anno esatto dal trasferimento degli atti dell’inchiesta dall’Aquila a Piacenza ancora non viene fissata l’udienza preliminare. Una beffa, visto che questa vicenda giudiziaria, a quattro anni dal balcone caduto nel complesso antisismico Cese di Preturo, verrà inghiottita dai gorghi della prescrizione ben prima di una sentenza definitiva.
Si tratta di una vicenda poggiata su una presunta frode nelle pubbliche forniture per 18 milioni ai danni dello Stato. Tra gli imputati anche due accusati nel processo all’ex commissione Grandi rischi, poi assolti in appello e Cassazione. Si tratta di Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento, e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori. A loro, come a quelli che hanno presenziato ai lavori e al collaudo, si contesta la frode nelle pubbliche forniture: balconi montati male e con legno di scarsa qualità, fatti risalenti alla costruzione e, dunque, a quasi 10 anni fa. Imputati anche sei funzionari comunali per omesso controllo nella manutenzione. Nel mirino anche la Safwood di Piacenza, visto che è imputato Markus Alois Odermatt, presidente del cda della ditta fornitrice del materiale di dubbia idoneità, e alcuni dirigenti. Sono poi accusati di truffa i titolari delle imprese campane che fecero i lavori. A queste persone coinvolte si aggiungono collaudatori e tecnici comunali. In tutto i sospettati sono 29. Nel corso dell’udienza di un anno fa uno dei difensori evidenziò come il reato più importante ipotizzato in tutta la vicenda sia una presunta bancarotta fraudolenta della Safwood, la ditta piacentina fornitrice del legname. A fronte di questa contestazione, gli atti furono inviati «per attrazione» al tribunale di Piacenza e di fatto si riparte da capo. Comunque vada si prevedono tempi lunghi per cui è verosimile ipotizzare che i reati come la frode nelle pubbliche forniture, truffa e omissioni varie cadranno in prescrizione. Diverso il discorso, secondo alcuni avvocati delle difese, per il reato di disastro colposo che si è verificato nel 2014, ovvero in occasione della caduta di un balcone nel Progetto Case di Cese di Preturo. Prima dei sette anni e mezzo previsti per la prescrizione è possibile che arrivi una sentenza, almeno in primo grado, ma non si andrà oltre. Fermo restando che si tratta di una vicenda complessa e giocata sul filo delle perizie per cui andrà avanti lentamente. In precedenza il gip aveva disposto il sequestro per equivalente di parecchi milioni ai danni delle ditte campane che avevano effettuato i lavori, ma il Riesame lo revocò.
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