Balconi, restituiti 18 milioni alle 3 ditte

14 Giugno 2016

Il Riesame ha accolto il ricorso delle difese dissequestrando la somma. Causa del disastro «la poca manutenzione»

L’AQUILA. Una decisione che colpisce al cuore l’inchiesta aperta dopo il crollo di un balcone nel Progetto case di Cese di Preturo: il tribunale del Riesame (presidente Carla Ciofani, giudice relatore Mario Cervellno), ha restituito 18 milioni, i soldi dell’appalto, alle tre ditte campane che eseguirono i lavori, cui erano stati sequestrati dal gip su richiesta del pm Roberta D’Avolio, dopo le indagini di Forestale e Finanza.

Una decisione clamorosa ma non del tutto inattesa visti i precedenti, che rischia di mandare all’aria una delle indagini più importanti nel post-terremoto, lo “scandalo balconi”, con 27 imputati per i quali il pm ha chiesto il processo.

Alla base dello stop ci sarebbe il fatto che non è provato che il crollo sia imputabile alle ditte che hanno fatto i lavori ma alla poca manutenzione. Per cui cade la truffa. Inoltre i 18 milioni non costituiscono il profitto delle aziende. Qualora anche nelle successive fasi dell’inchiesta passasse la tesi della prescrizione, di cui pure si parla, andrebbe tutto in fumo. Ma questo sembra un destino comune a molte delle vicende giudiziarie avviate nel post-terremoto a eccezione dei processi sui crolli, la Grandi Rischi, per i quali si è andati a marce forzate, e pochi altri procedimenti. Torniamo a questa indagine. La somma dissequestrata equivaleva al valore dell’appalto vinto da Futuraquila, società consortile costituita da tre imprese per la realizzazione di uno dei 19 insediamenti abitativi realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per sistemare oltre 16mila sfollati in circa 4.500 appartamenti: il mega appalto della Protezione civile nazionale voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi costato complessivamente un miliardo di euro.

Sono napoletane le tre imprese nel mirino della Procura aquilana. Si tratta di Iter Gestione e Appalti Spa, tra l’altro dal 2013 trasferita da Roma a Napoli con cambiamento di nome in Iterga Costruzioni Generali spa, Sled spa e Vitale Costruzioni srl. Queste tre società, come detto, avevano dato vita all’associazione temporanea di imprese (Ati) Futuraquila società consortile a responsabilità limitata, iscritta al Registro delle imprese della Camera di commercio del capoluogo abruzzese. Nel loro ricorso i legali delle ditte avevano anche evidenziato come il sequestro di quella somma avrebbe potuto avere come conseguenza il licenziamento di centinaia di loro operai. Ora si attende che il gup fissi l’udienza preliminare per i 27 accusati. Il ricorso è stato redatto dai legali Luigi Cavalli, Fabio Cavalli, Angelo Colagrande, Ettore Stravini, Dario Visconti.

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