«Bambino insultato sul whatsapp di classe»

15 Maggio 2018

Lomarco (Associazione dei genitori): vane le sollecitazioni agli organi scolastici per fare chiarezza

L’AQUILA. Il portavoce dell’associazione “Genitori per la scuola”, Pierluigi Lomarco, segnala un presunto caso di bullismo ai danni di un minorenne che frequenta la media Mazzini-Patini, una delle più grandi della città.
Questi è voluto intervenire pubblicamente in quanto da parte della scuola non ci sarebbe stata, al momento, una presa di posizione energica per valutare quanto successo ed, eventualmente, fare chiarezza, senza peraltro voler invocare provvedimenti draconiani.
Il bambino, pertanto, sarebbe vessato dai compagni, uno in particolare, tramite il gruppo whatsapp della classe, con alcuni messaggi, anche audio, abbastanza eloquenti. Lomarco, a suo dire, ha cercato di contattare la preside e i vertici scolastici regionali. Visto che non è successo nulla ha suggerito alla madre del ragazzino, se le cose non cambiano, di presentare una denuncia penale. Il presidente di questa associazione, interpellato dal Centro, tiene a dire di aver risolto, in altre scuole, dei casi spinosi, senza dover ricorrere a diffondere le notizie all’esterno ma stavolta non ha visto altre soluzioni nel tentativo di smuovere le acque. «Non sono io a dover dire se ci sono gli estremi di un reato», ha commentato, «questo spetta all’autorità giudiziaria, ma in certi casi, visto che si tratta di minorenni, non ci si può tirare indietro». «Il 16 aprile 2018», questa la sintesi del suo racconto, «chiamiamo la Mazzini-Patini per avere un incontro con la preside per episodi di presunto bullismo denunciati da una mamma per tutelare il proprio figlio. La persona che ha risposto ci ha assicurato che saremmo stati contattati. Passate oltre le 24 ore inutilmente senza aver ricevuto alcun contatto dalla scuola, decidiamo di scrivere una e-mail agli indirizzi di posta sia ordinaria che pec (posta elettronica certificata) dell’Istituto e ci giungono due ricevute di ricezione. Passati altri circa 20 giorni inutilmente, il 3 maggio scorso decidiamo di scrivere alla direzione regionale scolastica per segnalare anche a loro il problema e la disattenzione della nostra richiesta da parte della dirigente scolastica e, anche qui, ci giunge la relativa ricevuta di ricezione del messaggio. Sono passati ormai dieci giorni e nessuno ci ha contattati né per cellulare né per e-mail. Dalla prima segnalazione della mamma è passato un mese e né la preside né il direttore regionale scolastico dell’Abruzzo hanno mostrato interesse».
Vani i tentativi di contattare gli organi della scuola. La loro versione dei fatti potrebbe arrivare oggi.
La docente Donatella Fiocca, su Facebook, elogia la preside «sempre attenta a certi fenomeni».
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