Banca deve risarcire 120mila euro

Il tribunale riconosce gli interessi illegittimi applicati sul conto di un imprenditore
AVEZZANO. Quando ha chiuso il conto corrente si è accorto che qualcosa non quadrava. Così prima si è affidato a un consulente, scoprendo di avere ragione, e poi ha trascinato l’istituto bancario in tribunale. Banca che è stata condannata a risarcire oltre 120mila euro a un imprenditore di Avezzano.
La sentenza porta la firma del giudice onorario Giampiero Lattanzio.
Il tribunale ha disposto una consulenza tecnica econometrica, affidando l’incarico a un’esperta nel settore, dopo la denuncia presentata dall’uomo. È stato accertato che la banca aveva effettuato addebiti sul conto corrente dell’intestatario, aveva applicato interessi anatocistici o usurari e altre condizioni mai pattuite. In particolare, è stato riconosciuto il cosiddetto anatocismo bancario, un metodo di calcolo degli interessi sugli interessi maturati secondo una certa periodicità. Il consulente nominato dal tribunale ha attestato che il saldo dichiarato dalla banca all’atto di chiusura del conto corrente non era reale e che la parte attrice, ovvero l’imprenditore avezzanese, era creditrice di una non trascurabile somma di denaro. Basti pensare che lo stesso consulente del giudice ha stabilito un importo superiore a quello inizialmente richiesto dal correntista. L’imprenditore è stato assistito dagli avvocati Barbara Vezzali e Ottaviano Roselli. (r.rs.)
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