Banca Etruria, dubbi sull’azione del governo

18 Marzo 2016

I risparmiatori di Pizzoli incontrano il viceministro Zanetti che assicura: più soldi per i risarcimenti

L’AQUILA. I risparmiatori della Banca Etruria beffati dal decreto salva-banche non si lasciano convincere dalle promesse del viceministro all’economia Enrico Zanetti, che li ha voluti incontrare a margine dell’ennesima protesta romana garantendo, in sostanza, l’impegno del governo ad aumentare da 100 a 327 milioni di euro il fondo di solidarietà destinato al ristoro del danno subìto dai piccoli risparmiatori. Un folto gruppo di cittadini che si riconoscono del comitato “Difesa dei risparmiatori della Banca Etruria” di Pizzoli, che riunisce oltre 1.500 persone dall’Abruzzo e dal Lazio, martedì scorso ha manifestato davanti al ministero dell’Economia e delle finanze; al loro fianco anche i rappresentanti delle associazioni dei consumatori. I risparmiatori chiedono che alle parole facciano seguito atti concreti ribadendo una ferma opposizione all’arbitrato. Siamo, infatti, di fronte a un nulla di fatto sui criteri per l’assegnazione dei rimborsi agli obbligazionisti subordinati delle 4 banche che hanno perso in tutto 329 milioni (per i piccoli risparmiatori) in seguito al decreto. Criteri che il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva promesso a gennaio. «Il problema non è risolto», spiega Amedeo Gregori del direttivo del comitato di Pizzoli, «in quanto bisogna ugualmente passare attraverso l’arbitrato, una misura odiosa per noi piccoli risparmiatori, perché dovremmo andare a dimostrare di “meritare” i nostri risparmi dopo esserceli sudati. La nostra impressione è che il governo punti a tagliare fuori dal ristoro quanti più cittadini possibile». I risparmiatori vogliono un confronto anche con gli altri viceministri all’Economia, Luigi Casero ed Enrico Morando, per sollecitare un’azione coerente. Intanto lunedì alle 19 riunione con i parlamentari grillini della Commissione finanza della Camera.

Marianna Gianforte

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