Banca Etruria, i risparmiatori non si fidano
Pizzoli, domani il decreto sui rimborsi ma resta l’allarme: «Vogliamo risarcimenti per tutti»
L’AQUILA. Dovrebbe arrivare domani l’atteso decreto legge sui rimborsi dei risparmi persi dai clienti dei quattro istituti in default. Un provvedimento annunciato dal governo prima per fine anno, poi per il 30 marzo. Arriva ora tra le polemiche un decreto che regolerà con criteri automatici (e soltanto per una parte della platea interessata: 10.560 obbligazionisti subordinati, circa i due terzi dei risparmiatori), perché i contenuti non piacciono ai clienti beffati dal decreto “Salva-banche” che lo scorso 22 novembre ha bruciato 800 milioni dei quali 300 in obbligazioni subordinate. «Cinque mesi di attesa per scoprire che il governo non ha certo cambiato filosofia sui rimborsi: contributo umanitario a pochissimi spacciato come ristoro per tutti». I membri del comitato “Difesa dei risparmiatori della Banca Etruria di Pizzoli” hanno affidato così a una nota di fuoco il loro disappunto sulle indiscrezioni che indicano in 22-23mila euro la soglia di reddito Isee (e un investimento massimo di 20mila euro) oltre la quale l’esecutivo non prevede il rimborso delle risorse investite in obbligazioni subordinate e andate in fumo con il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara. Nonostante le rassicurazioni del governo, i risparmiatori non si fidano. «Rimborso integrale delle obbligazioni senza arbitrato e subito», scrive il comitato, chiamando a raccolta il popolo degli obbligazionisti truffati. «Il direttivo del comitato di Pizzoli invita le altre associazioni a formare un’unica delegazione per tornare al ministero dell’Economia», si legge nella nota del direttivo, «e intimare una volta per tutte a questi personaggi di avere rispetto per i nostri diritti e per i nostri sacrifici». I personaggi in questione sono quegli esponenti del governo che in queste settimane hanno incontrato i risparmiatori, in particolare quelli dell’istituto di credito di Pizzoli. Tra i quali il viceministro Enrico Zanetti, che li ha voluti incontrare giovedì 15 aprile. «Zanetti ci ha assicurato», dice Amedeo Gregori del direttivo del comitato di Pizzoli, «che dovevamo stare tranquilli (il governo ha aumentato il fondo di solidarietà da 100 a 300 milioni) per cui avremmo recuperato le nostre somme. Ma non è la verità, sono fondi virtuali: la maggior parte di noi dovrà ricorrere all’arbitrato. Basta con spot elettorali sulla pelle dei cittadini». (m.g.)
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