Banca Etruria, prima istanza di sequestro conservativo

L’AQUILA. Depositata ieri la prima istanza di deposito cautelativo dei beni di Banca Etruria alla cancelleria del procuratore di Arezzo Roberto Rossi per mano di Vanna Pizzi, il legale che difende...
L’AQUILA. Depositata ieri la prima istanza di deposito cautelativo dei beni di Banca Etruria alla cancelleria del procuratore di Arezzo Roberto Rossi per mano di Vanna Pizzi, il legale che difende molti risparmiatori beffati dal decreto salva-banche, tra cui un centinaio del comitato di Pizzoli.
L’avvocato ha anche chiesto un incontro con il procuratore entro la prossima settimana «per rafforzare le richieste di tutela da parte dei risparmiatori». L’istanza consegnata ieri riguarda un singolo cittadino beffato di Pizzoli, che ha perso una somma ingente, mentre la prossima settimana verrà consegnata anche un’istanza unica di richiesto di sequestro preventivo dei beni per un gruppo di 10 risparmiatori del comitato di Pizzoli, «per una somma complessiva di danno ricollegabile alle ipotesi di reato formulate dalla Procura» di 1,2 milioni di euro. In questo caso l’avanzamento dell’istanza di sequestro preventivo dei beni riguarda uno dei filoni di indagine.
Sono, infatti, quattro i filoni d’indagine che coinvolgono la Banca Etruria: l’unica sinora chiusa riguarda l’ostacolo al controllo da parte delle autorità di controllo e vigilanza, Consob e Bankitalia. Toccherà al procuratore decidere se accogliere o meno l’istanza avanzata come garanzia di risarcimento economico a fine processo e, qualora dovesse essere respinta, sarà ripresentata nelle fasi successive del procedimento. (m.g.)
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