Banca Etruria, sfiorato lo scontro fisico

4 Maggio 2016

I risparmiatori di Pizzoli contestano il viceministro Zanetti: rivogliamo indietro i nostri soldi

L’AQUILA. «No arbitrato, rimborso immediato» e, ancora: «Solo fantocci elettorali». Con questi cartelli appesi al collo i risparmiatori della Banca Etruria di Pizzoli hanno accolto ieri pomeriggio il viceministro all’Economia Enrico Zanetti davanti al dipartimento di Economia ad Acquasanta, dove era atteso per partecipare al convegno “Legalità, prevenzione della corruzione, e giurisdizionalizzazione”.

Si è sfiorato lo scontro fisico, con i risparmiatori pronti a rivendicare il loro diritto di riavere indietro i risparmi andati in fumo con il salvataggio dei quattro istituti di credito sull’orlo del crac. Al centro della contestazione il decreto sui rimborsi approvato venerdì. Un gruppo di 40 persone del comitato “Difesa risparmiatori della Banca Etruria” hanno così atteso il viceministro di fronte alla sede della facoltà costringendo Zanetti a scendere dall’auto e ad affrontarli. Tensione e urla hanno attirato all’esterno anche i relatori del convegno, tra cui la rettrice Paola Inverardi, mentre è stato necessario l’intervento della polizia per evitare che la protesta si trasformasse in scontro. C’è stato, in particolare, un momento di grande tensione quando uno dei risparmiatori di Pizzoli si è avvicinato molto agitato al viceministro. D’altra parte Zanetti era stato, in qualche modo, “messo in guardia” su una reazione forte a una sua prossima venuta all’Aquila, all’indomani della sua visita del 15 aprile, quando ha incontrato una delegazione di risparmiatori, tranquillizzandoli sul destino dei soldi persi. «Zanetti ci aveva rassicurato», sostengono i risparmiatori, «che il governo avrebbe mantenuto la massima attenzione nei nostri confronti».

Ma il decreto appena licenziato prevede che gli obbligazionisti delle quattro banche finite in risoluzione otterranno il rimborso fino a un massimo dell’80% delle somme perse, con la risoluzione senza la necessità di arbitrato solo se hanno un reddito lordo inferiore a 35mila euro oppure se il loro patrimonio mobiliare è inferiore a 100mila euro. Ieri i risparmiatori sono tornati a chiedere al viceministro all’Economia di insistere nei confronti del governo per modificare il decreto sui rimborsi: ci sono 60 giorni di tempo prima della conversione in legge. Zanetti. Il quale, però, ha difeso il provvedimento del governo. (m.g.)

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