Bancario tenta di darsi fuoco in autostrada

Pescina, l’uomo era scomparso tempo fa per un presunto ammanco milionario in un istituto di credito
PESCINA. Aveva fatto perdere le proprie tracce lasciando un presunto ammanco di circa due milioni di euro in un istituto di credito della Marsica.
A distanza di settimane, ieri pomeriggio, un bancario marsicano ha parcheggiato la sua auto sulla corsia di emergenza dell’autostrada dandosi fuoco con la benzina. D.M. si trova ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Eugenio di Roma a causa delle ustioni riportate.
L’episodio, su cui sono in corso indagini della polizia stradale di Pratola, è avvenuto al chilometro 110.500, all’altezza del casello autostradale di Pescina, direzione Roma. Il bancario di Ortucchio avrebbe tentato di farla finita. Nell’auto è stata trovata una tanica di benzina e pare ci fosse anche una corda. Secondo la ricostruzione della Stradale, intervenuta sul posto per i rilievi, l’uomo avrebbe accostato sulla corsia di emergenza, sarebbe sceso e si sarebbe cosparso di benzina, per poi innescare le fiamme. Dopo la segnalazione degli automobilisti che stavano transitando sulla A/25 sul posto è intervenuto il 118. È arrivato l’elisoccorso e il paziente è stato trasportato nella struttura romana specializzata per le ustioni. Nella zona si sentiva un odore di benzina. Le sue condizioni sono definite gravi. L’accaduto, secondo ipotesi investigative, potrebbe essere collegato con la vicenda che vede coinvolto l’uomo nel presunto ammanco di denaro dalla banca. Un caso che nella Marsica aveva fatto molto clamore nonostante la banca avesse tentato di non far diffondere la notizia non presentando denuncia nei confronti del dipendente. Alcune settimane fa l’uomo aveva deciso di sparire dalla circolazione e, con una telefonata ai familiari, aveva fatto sapere di stare bene. Pare che il bancario si sia reso protagonista di svariate distrazioni sui conti dei clienti. Si tratterebbe di piccole cifre prelevate un po’ alla volta. Parte dei fondi sarebbe stata trasferita in istituti all’estero. L’impiegato non aveva mai destato alcun sospetto tra colleghi e dirigenti della banca, fino al momento dell’allontanamento volontario che ha suscitato dubbi nella banca e fatto scattare gli accertamenti degli ispettori della sede centrale.
Il disperato gesto del marsicano ha provocato disagi anche al traffico diretto a Roma. Infatti è stato necessario uno stop temporaneo per permettere di portare a termine lo operazioni di soccorso. La situazione è tornata alla normalità solo dopo circa un’ora. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato.
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