Banda delle slot, 14 indagati Colpivano bar in provincia

AVEZZANO. Nel giro di pochi mesi erano diventati il terrore dei baristi. Spaccavano le vetrine e rubavano soldi dalle slot machine e dalle colonnine cambia monete. Di volta in volta si portavano via...
AVEZZANO. Nel giro di pochi mesi erano diventati il terrore dei baristi. Spaccavano le vetrine e rubavano soldi dalle slot machine e dalle colonnine cambia monete. Di volta in volta si portavano via centinaia di euro. Un colpo dopo l’altro, qualcuno andato a buon fine, qualcun altro solo tentato perché disturbati dall’arrivo delle forze dell’ordine. Sono andate avanti per cinque mesi le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano che hanno portato a sgominare la presunta banda delle slot, composta da 14 romeni. Tutti risultano indagati in un’inchiesta partita dalla procura dell’Aquila, coordinata dal sostituto procuratore Antonietta Picardi.
Si tratta di Ioan Bogdan Stoica, 27 anni, del fratello 34enne Nicolae Marian e della compagna Alexandra Ioana Catana (27), Adili Midaim (31), Bogdan Alexandru Crisan (27), Alexandru Claudiu Ilie (32), Alexandru Razvan Ivan (24), Marius Adrin Manghiuc (37), Ioan Tomin (29), Emilian Gavriloaie (30), George Costica Pintilie (27), Vasilica Popa (27), Darius Iulian Grigorescu (30) e Vasilica Cobachi (27).
Per la maggior parte abitano ad Avezzano, alcuni sono senza fissa dimora, altri vivono a Celano, la donna è residente a Sante Marie, un altro è di Tortoreto. Secondo la ricostruzione degli uomini del comandante del nucleo operativo, il tenente Marco Mascolo, i fratelli Stoica, insieme a Midaim, avevano messo su una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a compiere furti. Ioan Bogdan era quello che sceglieva gli obiettivi da colpire, faceva sopralluoghi e supervisionava le operazioni durante i colpi. Suo fratello, promotore dell’associazione, era quello che faceva irruzione materialmente nei locali, insieme al resto della banda; Midaim aveva il compito di volta in volta di scegliere i complici e faceva da mediatore con loro.
Il primo furto, da cui sono scattate le indagini, risale a ottobre dello scorso anno in un bar sulla Mausonia all’Aquila. Sono seguite altre attività commerciali. Ad Avezzano “Start”, “Angolo bar” e “Sala slot”. Decisive, nelle indagini dei militari della compagnia coordinata dal capitano Enrico Valeri, le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza. Al bar “Tommaso” a Celano, ad esempio, Gavriloaie è stato riconosciuto dalle stelle tatuate sul collo.
La tecnica era quasi sempre la stessa: sopralluogo di giorno e colpo la notte. In un’occasione sono entrati addirittura facendo un buco da una vicina casa disabitata.
Magda Tirabassi
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