Banda fermata con la refurtiva in auto

18 Settembre 2024

Trovati strumenti da scasso nascosti, orologi e monili d’oro. I carabinieri: chi riconosce gli oggetti deve contattarci

L’AQUILA. L’Aquila, statale 80. Un’auto sospetta con targa straniera viene notata intorno alla mezzanotte da una pattuglia dei carabinieri, che decidono di bloccarla nei pressi delle Casermette per un controllo, nonostante il tentativo da parte del conducente di eludere i militari con una sosta “tattica” dietro una siepe. A bordo, quattro individui (tre uomini e una donna) di età compresa tra i 19 e i 32 anni, tutti di nazionalità georgiana. L’uomo alla guida, invitato a scendere dal mezzo insieme agli altri occupanti, reagisce al tentativo di identificazione brandendo l’ago di una siringa puntato all’indirizzo degli operanti, per poi desistere di fronte al fermo atteggiamento di questi ultimi, che hanno così proceduto all’identificazione e alla perquisizione dei quattro. Dalla successiva perquisizione veicolare è poi saltata fuori une vera e propria ferramenta con arnesi da scasso di diversa tipologia e una serie di chiavi passe-partout, utili alla manomissione delle serrature dei portoni d’ingresso alle abitazioni. Per i quattro fermati è quindi scattata la denuncia per porto ingiustificato di arnesi atti allo scasso, mentre il guidatore, che inizialmente si era opposto al controllo, è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Sequestrata inoltre tutta l’attrezzatura rinvenuta all’interno della vettura, occultata nel vano motore e sotto il pianale dell’auto, ancorata per mezzo di grosse calamite. Requisiti anche il mezzo, svariati monili in oro giallo e alcuni orologi, per i quali sono stati attivati accertamenti tesi a stabilirne la provenienza, ed eventualmente, la restituzione ai legittimi proprietari.
L’esito dell’operazione di polizia giudiziaria è stato riferito al pm di turno alla Procura della Repubblica dell’Aquila, che ha ricevuto un dettagliato rapporto sul fatto. L’arrestato è stato portato nelle camere di sicurezza del comando provinciale dei carabinieri.
Da sottolineare il contributo fornito dai semplici cittadini, che da parte loro avevano segnalato la presenza del veicolo sospetto alle forze dell’ordine, contribuendo, così, ad alzare quella soglia di “sicurezza partecipata” sulla quale anche la politica è già al lavoro da tempo. Ori e orologi sequestrati sono adesso custoditi nella locale stazione dei carabinieri dell’Aquila. Chiunque dovesse riconoscerli come propri effetti personali può dunque rivolgersi ai militari dell’Arma.
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