Bando dei buoni spesa, altri ricorsi in vista

16 Maggio 2020

Ieri è scaduto il termine per le domande (oltre 500), ma la Rete solidale denuncia «nuove criticità»

L’AQUILA. Oltre 2.300 domande per avere i buoni spesa tra primo e secondo bando. Circa ottomila persone in affanno. I termini per la presentazione delle istanze (oltre 500) per il secondo bando sono scaduti ieri. E se all’esordio del primo stanziamento sono seguiti ricorsi e polemiche, anche stavolta si preannunciano nuovi ricorsi.
«Il Comune ammetta le domande anche dei residenti», chiede la Rete solidale. «L’amministrazione, con il nuovo bando, ha cercato di mettere riparo alle gravi discriminazioni contenute in quello precedente attraverso l’inserimento di “ulteriori criteri” che il Tar ha giudicato illegittimi. Purtroppo, però, nella formulazione della domanda ha commesso nuovamente errori. Nell’intestazione del nuovo bando infatti si precisa che la domanda è per “non residenti”. Il Comune quindi, nel suo primo bando per buoni alimentari, aveva escluso i cittadini extracomunitari possessori di permesso di soggiorno breve (fino a 5 anni), e li continua a escludere anche adesso, visto che gli stessi sono quasi tutti residenti in città. In tal modo, continua a discriminarli e va incontro a nuovi ricorsi, che perderà, visto l’orientamento espresso dal Tar nella precedente pronuncia. Paradossale che il nuovo bando sia stato fatto proprio per includere anche chi aveva fatto il ricorso, e cioè 7 cittadini stranieri residenti all’Aquila, e che proprio loro potrebbero rimanere esclusi, insieme a tante altre persone che vivono, abitano e lavorano in città da tempo. In più, molti italiani residenti in città, aventi diritto anche nel primo bando, non hanno fatto domanda. Un fenomeno piuttosto vasto», proseguono gli attivisti di Rete solidale, «vista la scarsa pubblicizzazione del bando da parte dell’ente e la difficoltà di compilare correttamente il form disponibile solo on line. Una criticità dirimente, purtroppo, che incide soprattutto su chi vive in povertà e/o è anziano, i principali destinatari del bando. Chiediamo al Comune, per rimediare al suo errore e in autotutela, di considerare valide in primis le domande dei cittadini stranieri residenti discriminati nel primo bando, ma anche quelle degli italiani che non hanno fatto domanda nel primo bando e di procedere così tramite la graduatoria fino al totale esaurimento dei 100mila euro a disposizione».