Bando direzione Ater, l’ora delle polemiche

Febbo (Commissione vigilanza regionale): «Atto illegittimo, c’è una diffida». Biondi: «Un pasticcio»
L’AQUILA. «L’avviso pubblico per la selezione del nuovo direttore generale dell’Ater dell’Aquila, a firma del commissario Gianvito Pappalepore, oltre ad arrivare in un momento inopportuno, è un atto illegittimo dal quale emerge una palese forzatura politica».
Questo il commento del presidente della Commissione regionale di vigilanza Mauro Febbo, che sottolinea: «Questo bando ricalca l’avviso pubblicato dal commissario dell’Ater di Lanciano, con il quale si è ostinatamente portato avanti una selezione per la nomina del direttore con gravi irregolarità giuridiche e amministrative che ho impugnato e presentando una diffida alle Autorità competenti. Infatti il bando dell’Ater aquilana», precisa Febbo, «è un atto irregolare sia nella forma sia nei contenuti in quanto l’articolo 4 della legge regionale 27/2011 sostituisce la figura dell’amministratore unico con quella di un organo straordinario di carattere collegiale composto dal commissario e due sub-commissari affidandogli le funzioni precedentemente svolte dal consiglio di amministrazione. Nella fattispecie tale normativa viene palesemente violata attraverso una scelta completamente autonoma e monocratica da parte dell’attuale commissario, il quale approva un provvedimento senza il coinvolgimento dell’intera governance dell’Ater L’Aquila. Per non parlare dei tempi in cui viene pubblicato tale avviso. Siamo a pochi giorni dalle elezioni regionali e il centrosinistra continua nella campagna elettorale attraverso i suoi strumenti preferiti, ossia regalie, prebende e poltrone. Inoltre la legge regionale 44/99 stabilisce come il direttore è nominato dal cda ma, essendo oggi le Ater commissariate, fino a quando non arriverà la legge di riorganizzazione, siamo di fronte a un bando irregolare che infrange norme e leggi». «Quindi portare avanti questo bando», conclude, «significherebbe esporre l’Azienda per l’edilizia residenziale a ricorsi amministrativi e danni erariali. Pertanto ho già presentato una diffida e l’ho inviata all’attenzione del presidente facente funzioni Giovanni Lolli, all’Avvocatura regionale e all’assessore regionale delegato Berardinetti. Anche il sindaco Pierluigi Biondi conferma in una nota quanto già detto parlando di un «pasticcio» in relazione al bando «da revocare».
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