Bando Fare Centro Ammesse domande per 400 attività
In totale le richieste sono state 527, ne passano sette su dieci Sì a ristoratori e artigiani, bocciati molti studi professionali
L'AQUILA. Quattrocento nuove attività apriranno i battenti nel centro storico dell'Aquila e dei comuni del cratere 2009. Tante sono le domande approvate, nell'ambito della linea B del bando Fare centro, su un totale di 527 richieste pervenute. Pochissimi gli studi professionali, che tante polemiche avevano suscitato nella prima fase del bando, quella dedicata alle ricollocazioni di esercizi già presenti alla data del 6 aprile 2009. Prevalgono, invece, ristorazione e attività industriali e artigianali.
La risposta è stata altissima, tanto che i 3 milioni e 600mila euro dedicati alla linea B non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste: la Regione sta già pensando a dirottare ulteriori risorse su questo capitolo del bando. «La commissione di verifica prevista dal bando Fare Centro ha completato, nei termini previsti, la prima istruttoria sui requisiti di ammissibilità ai benefìci destinati agli operatori che hanno avviato o intendono avviare la loro attività all'interno dei centri storici dei comuni colpiti dal sisma del 2009», fanno sapere dall'ufficio stampa della Regione, «sono state istruite tutte le 527 domande pervenute che, limitatamente alla linea B, impegnano la somma di 3 milioni e 600mila euro, a valere dei complessivi 12 milioni di euro, derivanti dal 4% dei fondi per la ricostruzione, previsti dal bando per sostenere il rientro delle attività economiche nel centro storico del capoluogo e degli altri comuni del cratere sismico». La graduatoria sarà resa pubblica solo dopo il periodo elettorale. «È un'iniziativa strategica per la città», il commento del vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, «i cui frutti positivi si vedranno per anni, ma non mi è sembrato giusto farla rientrare nel calderone della gogna elettorale. A coloro che hanno presentato domanda di finanziamento, chiediamo di temporeggiare ancora una settimana: subito dopo le elezioni presenteremo, in dettaglio, la graduatoria con tutte le richieste ammesse a finanziamento».
Dalle indiscrezioni trapelate, la linea B ha avuto una risposta che va oltre ogni aspettativa. Oscilla tra il 70 e il 75% del totale, la fetta di domande che rientrano a pieno titolo in graduatoria: si tratta, per lo più, di attività di ristorazione, pub e ristoranti che ambiscono a ricollocarsi nel centro storico aquilano e dei comuni del cratere. Ma non mancano artigiani e iniziative industriali. La graduatoria relativa all'apertura di nuove attività va a completare il percorso avviato con il finanziamento per il riavvio di negozi e studi professionali già attivi prima del sisma, la cosiddetta linea A. In quest'ultimo caso, su 235 domande pervenute, 150 sono state ritenute idonee, 4 idonee con riserva, 34 escluse e 44 respinte. Insieme ai professionisti, che hanno fatto la parte del leone, sono rientrati nel finanziamento 28 tra ristoranti e bar, 25 esercizi di commercio al dettaglio e 17 attività di servizio. Il bando pubblico per la concessione di aiuti alle imprese, promosso con i fondi del 4% per la ricostruzione e destinato a rivitalizzare i centri storici, si avvale di un finanziamento iniziale di 12 milioni di euro, 5 milioni vincolati per il 2017 e 7 milioni per quest'anno, che saliranno a 20 milioni entro il 2019. (m.p.)
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