Bando fasciatoi, flop dell’iniziativa
Soltanto tre negozi hanno risposto all’appello per lo spazio bimbi
L’AQUILA. Per ora solo tre esercizi commerciali hanno risposto al bando pubblico (delibera di gennaio 2019) denominato “Spazio bimbi” per l’erogazione di contributi agli esercizi pubblici locali destinati all’acquisto di fasciatoi o all’allestimento di area gioco, per incrementare l'offerta di spazi a misura di bambino nei locali pubblici, al fine di agevolare la partecipazione attiva delle famiglie alla vita pubblica cittadina.
Nella determina che liquida i fondi si chiarisce “che al fine dell’erogazione del contributo comunale, come previsto all’articolo 8 del relativo bando pubblico, la rendicontazione della spesa sostenuta doveva avvenire entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco degli ammessi a contributo all’albo pretorio comunale; con nota del 24 luglio 2019 i beneficiari del contributo “Spazio bimbi” sono stati sollecitati ad inviare la seguente documentazione entro i termini di scadenza fissati: copia conforme della fattura/documentazione fiscale quietanzata attestante l’avvenuto acquisto non anteriore a 6 mesi precedenti il bando; documentazione fotografica relativa ai locali oggetto dell’intervento”.
Solo tre attività commerciali hanno rimesso la documentazione richiesta per un importo complessivo di 965 euro rispetto agli oltre 7.000 euro preventivati.
I costi rimborsabili previsti dal bando erano: 100 euro per l’acquisto di fasciatoi da posizionare anche nei locali igienici; 400 euro per acquistare attrezzature (arredi, giocattoli, tappeti) per allestire uno “spazio bimbi” all’interno di locali aperti al pubblico. Possibile la cumulabilità dei due contributi fino ad un importo massimo di 500 euro. «Una città accogliente si distingue anche da quelli che apparentemente possono sembrare dei dettagli», disse il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi presentando a gennaio scorso il progetto. «Spesso le madri e i padri hanno necessità di attrezzature adeguate per il cambio dei propri figli nei bar o nei ristoranti e può capitare che questi ne siano sprovvisti. Con quest’iniziativa non solo puntiamo a colmare questa lacuna, ma anche a rendere gli stessi ancora più confortevoli attraverso il posizionamento di attrezzature che possano contribuire all’intrattenimento dei piccoli e il loro divertimento».
Un’iniziativa che, al momento, non sembra avere incontrato la disponibilità della maggioranza dei commercianti del capoluogo di regione.(g.p.)
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