Bando Santa Croce e 142 giorni d’attesa: è bufera a Canistro

3 Novembre 2019

CANISTRO. Sono passati 142 giorni dall’apertura della busta “A” per il bando delle acque minerali Sponga Canistro. Ancora oggi, però, non ci sono esiti. Dure accuse arrivano dagli amministratori...

CANISTRO. Sono passati 142 giorni dall’apertura della busta “A” per il bando delle acque minerali Sponga Canistro. Ancora oggi, però, non ci sono esiti. Dure accuse arrivano dagli amministratori comunali di Canistro che gridano «allo scandalo» e chiedono «chiarezza sulla insolita situazione». Sono due le aziende che hanno risposto al bando regionale per aggiudicarsi la concessione dell’acqua sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro. Bando arrivato dopo mesi di battaglie burocratiche e che ha visto rispondere la San Benedetto spa e la Santa Croce srl. Queste due aziende dovevano essere sottoposte a verifiche tecnico-amministrative per poi contendersi la gestione per ben trenta anni dell’acqua di Canistro. I lavoratori, in caso di aggiudicazione del bando, potrebbero tornare ad avere il posto a tempo indeterminato e uno stipendio dignitoso.
Il sindaco Angelo Di Paolo e tutta l’amministrazione continuano però a chiedere spiegazione sui ritardi.
«Ancora oggi non sappiamo niente del bando», sbotta l’assessore Ugo Buffone, «dove sono finiti il presidente, l’assessore competente, il direttore generale, il dirigente del seggio? Da una semplice verifica della prima busta, a quanto pare, si è scatenata una serie di problematiche non ammissibili. Siamo oltretutto di fronte a un problema sociale nel nostro comune. Abbiamo 70 lavoratori che sono fermi ad attendere che accada qualcosa, persone adulte non giovani, difficilmente collocabili nel mercato del lavoro. Non capiamo come il presidente del seggio Franco Gerardini stia gestendo questa situazione. Abbiamo fatto incontri anche con il presidente Marco Marsilio e abbiamo chiesto informazioni per capire cosa sta accadendo. Si tratta di una busta che due aziende del settore hanno presentato e questo tergiversare non è concepibile. Cosa c’è da verificare in 142 giorni? Cosa c’è sotto? Chi è il responsabile? Siamo disperati e vogliamo evitare azioni eclatanti».
Nella gara precedente, la concessione era stata assegnata alla Norda, società nazionale di acque minerali. A causa di numerosi ostacoli, poi, la Norda fece un passo indietro ed è stato necessario riavviare l’iter per un nuovo bando. (p.g.)
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