Bar aperti a rotazione: è scontro «La sera non c’è più guadagno»

Il gestore del locale Samuel: non siamo irresponsabili, ma dopo cena gli incassi non coprono le spese E il capogruppo dell’opposizione accusa l’amministrazione: nessun sostegno durante il lockdown
GIOIA DEI MARSI. «Non siamo degli irresponsabili verso le esigenze e i bisogni di socialità della nostra comunità, ma al momento aprire la sera per noi non è conveniente». Raffaele Samuele, titolare del bar Samuel di Gioia dei Marsi dice la sua dopo l’ordinanza emessa dal sindaco, Gianclemente Berardini, affinché «tutti i giorni dell’anno, compresi domeniche e festivi, almeno un bar del paese deve restare aperto fino alle 20». «Non sono d’accordo con l’ordinanza. Non ho dipendenti, ad accezione di mia madre che ogni tanto viene a darmi una mano dietro il bancone», continua Samuele, «lavoro 13 ore al giorno e per restare aperto la sera dovrei assumere del personale, che però non riuscirei mai a pagare visto che oltre un certo orario non c’è guadagno. Veniamo da un periodo difficile per le attività: durante il Covid abbiamo dovuto affrontare tutte chiusure senza ricevere un minimo di sostegno economico dall’amministrazione. Inoltre restare aperti la sera pone anche un problema di sicurezza. Tutti aspetti che abbiamo esposto negli incontri con il sindaco. Il problema delle apertura serali si è posto da circa un mese», conclude il titolare del bar che si trova vicino la chiesa, «con la chiusura di un locale che copriva questi orari (si tratta del bar Touch lungo la via principale, ndr.)».
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo dell’opposizione Alfonso Graziani. «Potrebbe sembrare un atto giusto dire ai bar di restare aperti per la socialità», afferma Graziani, «ma dietro questa bella notizia si nasconde il problema di un paese dormitorio: i bar chiudono perché non c’è gente in giro. Il nostro paese sta subendo uno spopolamento più veloce rispetto ad altre realtà non avendo niente da offrire. Si pensi che chi ha le seconde case per le vacanze ha dismesso le utenze perché afflitto dalle tasse che il sindaco non ha voluto abbassare, mentre nel mese di agosto a Lecce nei Marsi, il paese confinante, la popolazione addirittura è raddoppiata. Inoltre», continua il capogruppo dell’opposizione composta anche dai consiglieri Gianluca Alfonsi e Angelo Raffaele, «negli ultimi tempi si sono verificati una serie di furti che hanno creato allarme sociale. La verità è che a Gioia dei Marsi non c’è vita sociale, ci sono divisioni che scaturiscono da vicende di natura politica e non ci sono prospettive future. L’unica opera pubblica realizzata in questo mandato è stata la demolizione di un edificio storico a Gioia Vecchio che l’opposizione aveva chiesto di recuperare. Infine, non ultimo, con tutti i problemi creati dal lockdown avevamo chiesto al sindaco di andare incontro alle attività rimaste chiuse dal decreto, ma in loro favore non ci sono stati provvedimenti». (f.d.m.)
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