“Baracche” post-sisma in vendita Finiscono all’asta dopo 108 anni

23 Gennaio 2023

Il Comune ha inserito nell’elenco ventuno casette asismiche: si trovano tra Paterno, San Pelino e Cese Nell’elenco dei beni anche uffici municipali, terreni ed ex scuole: il patrimonio è stimato 6 milioni

AVEZZANO. Tetto spiovente in legno, mura sottili in mattoncini, un solo piano: “baracche” dai trenta ai cinquanta metri quadrati senza bagno e pavimento, costruite per dare rifugio ai superstiti del terremoto del 1915. Le casette asismiche meglio note come “baracche” esistono ancora e sono finite nel piano delle alienazioni del Comune di Avezzano. Quelle messe in vendita sono 21 e si trovano nelle frazioni di Paterno, San Pelino e Cese. Potranno essere acquistate per una cifra che va dai 9mila ai 12mila euro. In alcuni casi, gli acquirenti potranno beneficiare anche di un ampliamento su un’area comunale per un investimento che può arrivare fino a 50mila euro. Le altre casette (all’epoca ne furono realizzate circa 10mila in tutta la Marsica) sono state demolite. Ad Avezzano l’ultimo abbattimento è datato 2016: l’abitazione era stata costruita su via Garibaldi, a pochi passi dalla chiesa della Santissima Trinità. Un pezzo di storia che sa ancora di vergogna. Le casette asismiche furono realizzate tra il 1916 e il 1920 «a titolo precario», come recitava il decreto firmato l’11 febbraio 1915 dal Re Vittorio Emanuele III. Pensate come rifugio temporaneo per i sopravvissuti al sisma, finirono per diventare dimora fissa per molti avezzanesi e marsicani. Gli edifici messi in vendita dal Comune di Avezzano sono disabitati.
casette in vendita
Il piano delle alienazioni 2023-2025 da oltre 6 milioni di euro è stato approvato dal consiglio comunale dello scorso 30 dicembre, dopo il via libera arrivato dalla giunta comunale. Si tratta di «beni non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali per i quali è possibile procedere alla loro diretta alienazione», ha sottolineato Roberto Verdecchia, assessore con delega al Patrimonio.
Il Comune ha previsto la vendita di 21 casette asismiche, alcune delle quali erano già state inserite nelle previsioni di vendita nel 2011. Nella prima fase della ricostruzione dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, le baracche asismiche vennero realizzate per soddisfare l’impellente bisogno di ricoveri. Poi sorsero vere e proprie baraccopoli aggregate secondo la morfologia del territorio. I rifugi, sicuri per l’epoca, erano realizzati a un solo piano, con il tetto in travi di legno. Le storie dei profughi nelle baraccopoli marsicane furono raccontate da Ignazio Silone nel suo Uscita di sicurezza, pubblicato nel 1965. Oggi, a oltre un secolo di distanza dal tragico terremoto, il Comune punta a incassare circa 180mila euro dalla vendita. Nel corso degli anni, alcune associazioni avevano invitato l’ente alla riconversione delle abitazioni in ambito sociale e culturale. La demolizione, infatti, avrebbe costi importanti.
edifici comunali all’asta
Nel piano di alienazione spiccano quattro pezzi pregiati: l'edifico comunale di via America (sede dell’ufficio anagrafe e stato civile), l’ex scuola di via Garibaldi, la scuola di via Napoli e la struttura comunale in via Vezzia, all’angolo con via Vidimari. Per tutti e quattro è prevista la vendita tramite asta pubblica ed è già previsto un cambio di destinazione d’uso. I prezzi: 1,2 milioni per la sede di via Vezzia, 350mila euro per gli uffici di via America e la scuola di via Napoli, mentre è di 500mila euro il costo fissato per la scuola di via Garibaldi.
terreni
Diversi anche i terreni finiti nel piano. Il Comune ha inserito nell’elenco quelli in via Martiri delle foibe (80.910 euro), in via Mercandante (7.500 euro) e un’area in via Cavalieri di Vittorio Veneto (22mila euro). Nel secondo elenco riservato agli immobili da valorizzare, il settore IV ha previsto altri terreni come quelli in cui sorgerà il nuovo ospedale dei Marsi, nell’area adiacente all’attuale presidio ospedaliero.
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