Barattelli: L’Aquila è la città meno pericolosa d’Italia

Il presidente dei costruttori: la maggior parte delle abitazioni riparate ha un indice di sicurezza dell’80 per cento mentre tocca il 100% per chi abita nel Progetto Case e nei Map post-terremoto
L’AQUILA. Case sicure, anzi sicurissime. In grado di reggere l’impatto di nuove scosse, anche di magnitudo elevata. Un patrimonio immobiliare in via di ristrutturazione dopo il sisma del 2009, con tecniche innovative e all’avanguardia. Tali da rendere L’Aquila «la città meno pericolosa d’Italia, in caso di terremoto». È un messaggio rassicurante, quello del presidente dell’Ance provinciale, Ettore Barattelli. Basato su dati e informazioni scientifiche. Uno su tutti: la maggior parte delle abitazioni riparate ha un indice di sicurezza, rispetto alla vulnerabilità sismica, dell’80 per cento. Ben più elevato del 60 per cento stabilito per legge.
ABITAZIONI COME BUNKER. La terra che trema ancora. I danni nell’Alta Valle dell’Aterno, il timore che serpeggia in città. «Di fronte a una situazione allarmistica e di instabilità», dichiara Barattelli, «dobbiamo parlare con franchezza. L’Aquila è, oggi, una delle città più sicure, in grado di dare la migliore risposta ad un evento sismico, anche rilevante. Sta passando un messaggio completamente errato: non è vero che si ricostruisce con un indice di vulnerabilità del 60 per cento. Come dire che stiamo mettendo delle toppe qua e là, sistemando alla meglio i danni del terremoto: un’operazione di facciata, più che di sostanza. Ma la maggior parte delle abitazioni e dei condomini raggiunge l’80 per cento della sicurezza sismica, superando di gran lunga la soglia dettata dalla normativa vigente».
PIASTRE E ISOLATORI. «Per non parlare dei 4.500 alloggi del progetto Case, realizzati su piastre e isolatori, che danno una risposta pari al 100 per cento, in caso di sisma», incalza Barattelli, «stesso valore per gli edifici abbattuti e ricostruiti. Si stanno facendo valutazioni superficiali e sommarie, che danno l’idea di una città fragile, che può sgretolarsi sotto il peso del terremoto. Non è così. Stiamo ricostruendo in assoluta sicurezza, con tecniche all’avanguardia e materiali innovativi. Nelle riparazioni degli aggregati in muratura si supera l’80 per cento del livello antisismico, per le centinaia di edifici abbattuti e ricostruiti siamo al 100 per cento».
INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO. Le tecniche utilizzate dalle imprese nelle operazioni di ristrutturazione fanno salire di molto l’indice di vulnerabilità. Interventi che vanno dall’inserimento di isolatori sismici, all’utilizzo di materiali compositi, fino al rifacimento dei tetti da cemento armato a legno, alle iniezioni con malte speciali, acciai altamente prestazionali e alle reti di contenimento, realizzate con materiali speciali, più efficienti nel tempo.
LABORATORIO CASA ITALIA. Ma c’è ancora un piccolo margine di miglioramento. «L’Aquila deve diventare il laboratorio di sviluppo del progetto Casa Italia, che va riempito di contenuti», sottolinea Barattelli, «abbiamo otto anni di esperienza alle spalle, frutto della sperimentazione nel miglioramento strutturale che non ha eguali in nessun altra parte d’Italia. È da qui che si deve partire, abbracciando la proposta di un’ ulteriore possibilità di innalzamento degli standard di vulnerabilità degli edifici, con un contributo del 20 per cento della somma impegnata a carico dello Stato, e dell’80 per cento del proprietario dell’immobile, con una fiscalità agevolata». Barattelli auspica, infine, «l’obbligo di redazione del fascicolo del fabbricato anche per gli edifici privati. Molte ditte impegnate nella ricostruzione lo stanno già rilasciando».
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