Barriere antiterrorismo alla Fiera di Santo Stefano

Scattano le misure imposte dalla prefettura in vista dell’evento di martedì Previsti 300 stand e almeno 15mila visitatori. Ecco le strade chiuse dalle 6 alle 22
AVEZZANO. Scattano le misure antiterrorismo in occasione della tradizionale Fiera di Santo Stefano, appuntamento che ogni anno richiama in città dai 15 ai 20mila visitatori. Saranno circa trecento gli stand che martedì saranno dislocati lungo le principali strade. I provvedimenti sono stati adottati dal Comune in seguito alle direttive imposte dalla prefettura in tema di sicurezza per i grandi eventi. Per definire un piano condiviso per la sicurezza della manifestazione si è svolto un incontro con il viceprefetto Malgari Trematerra. Al vertice hanno partecipato il vicesindaco Emilio Cipollone, il dirigente della polizia locale, Luca Montanari, l’architetto Sergio Pepe, responsabile della Sicurezza dell’evento, e il responsabile del Suap, Domenico Orlandi.
LE BARRIERE. Saranno predisposte tredici barriere new jersey lungo le principali strade e, inoltre, ci saranno 17 punti di ingresso-uscita transennati e vigilati. «Saranno rispettate tutte le prescrizioni in tema di soccorso in caso ce ne fosse bisogno», sottolineano dagli uffici comunali, «sempre secondo il piano condiviso, è stato previsto il divieto di parcheggio nelle aree limitrofe all’area coperta dalla fiera, in modo da avere vie di ingresso e uscita sempre libere in caso di deflusso dei visitatori».
STRADE CHIUSE. Questo l’elenco di vie e piazze vietate alle auto dalle 6 alle 22: via Corradini, via Marconi, piazza della Repubblica, via Mazzini, via Sauro, via Battisti, via Croce, via Verdi, via Rossini, via Rizzo, via Crispi, via Trieste, via Trento, via Cataldi, corso della Libertà, via Pagani, via Fontana, via Marruvio, via D’Annunzio, via Andersen, via Gramsci.
LA PROTESTA. Le stringenti norme sulla sicurezza hanno innescato qualche polemica. Barbara Marolo, ambulante di Trasacco, contesta la revocato di due postazioni. «A cinque giorni dalla fiera», sostiene l’imprenditrice, «sono stati tolti due storici posti a me e a mio fratello Cesidio, uno davanti al bar Olimpia e l’altro vicino al Gran Caffè. Abbiamo provato a dire che apriamo senza le bombole a gas, procurandoci delle piastre elettriche. Prima hanno detto di sì e poi che non era più possibile. Ci è stato detto che l’ordine arriva dal prefetto. Così siamo stati posizionati sotto al Comune. Lì non si crea ugualmente la calca? Non riesco a capire le reali motivazioni di questo provvedimento. Nessuno si è messo nei panni di chi lavora e fa investimenti. Di chi come noi ha tutto nella norma». (r.rs.)
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