Base militare San Cosimo, pacifisti in piazza

Sulmona, sventolio di bandiere della pace per dire no all’invio di armi all’Ucraina invasa dalla Russia
SULMONA. I pacifisti tornano in piazza per ribadire il loro no alla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina. Non ci sono solo le raccolte di beni e fondi a sostegno del popolo ucraino fortemente provato da una guerra che va avanti ormai da poco meno di un mese. Nella Valle Peligna c’è anche chi a modo suo vuole dire no al conflitto bellico in corso che sta spazzando via intere città spingendo milioni di abitanti a lasciare la propria terra per fuggire dalle bombe. Un gruppo di pacifisti domenica sera ha deciso di sfilare simbolicamente in piazza XX Settembre gridando tutto il proprio sdegno per quanto sta accadendo nell’Europa dell’Est. Nonostante la pioggia hanno preparato dei manifesti coi colori della pace e slogan simbolici e hanno cercato di attirare l’attenzione dei passanti. Qualcuno aveva la bandiera coi colori dell’arcobaleno, altri quella della pace. Altri ancora avevano invece cartelli con scritto “Non esiste una guerra giusta. Valle Peligna disarmata”, oppure semplicemente “Stop alla guerra”.
Al centro della loro simbolica manifestazione anche la volontà di avere chiarimenti su quanto sta accadendo in questi giorni nel deposito militare di San Cosimo nel quale, stando a quanto riferito dai manifestanti e da alcuni residenti della zona, sembra ci sia un movimento di mezzi militari e uomini. Anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, nei giorni scorsi si è occupato della questione di San Cosimo dicendosi preoccupato e chiedendo dunque che l’Italia resti fuori dal conflitto, rinunciando a fornire armi all’Ucraina.
Intanto continuano le raccolte di fondi e di beni da destinare alla popolazione ucraina rimasta sul fronte e a quanti invece sono riusciti a lasciare il Paese. Nei giorni scorsi c’è stata una grande partecipazione per l’iniziativa lanciata dall’amministrazione comunale di Prezza insieme alla protezione civile e alle associazioni locali. Proprio da Prezza è partito un furgone carico di beni di prima necessità che sarà messo a disposizione degli ucraini.
A Pescasseroli, invece, sono state suonate le campane come simbolo di solidarietà con il popolo ucraino e contro la guerra. (e.b.)
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