«Basta prof picchiati a scuola» In campo i presidi aquilani

L’AQUILA. Ormai lontani i tempi delle bacchettate agli alunni disattenti a lezione, sembra piuttosto che oggi siano gli insegnanti a dover parare i colpi di genitori e studenti. Un’emergenza che ha...
L’AQUILA. Ormai lontani i tempi delle bacchettate agli alunni disattenti a lezione, sembra piuttosto che oggi siano gli insegnanti a dover parare i colpi di genitori e studenti. Un’emergenza che ha portato nei giorni scorsi numerosi dirigenti scolastici italiani a dare vita sui social alla campagna mediatica #nessunotocchiilprof: una risposta alle sempre più frequenti aggressioni di genitori e studenti nei confronti dei professori. Ad alzare la voce per primi sono stati i dirigenti umbri, seguiti da quelli di un po’ tutte le regioni. Dal pomeriggio di domenica sulle bacheche Facebook e i profili Instagram e Twitter personali di molti dirigenti e sulle home page dei siti istituzionali delle scuole è apparso l’hashtag seguito da un breve messaggio. Anche all’Aquila qualcuno ha raccolto l’appello. In particolare, sulle bacheche Facebook delle presidi del Liceo Cotugno, Serenella Ottaviano, e dell’Istituto di istruzione superiore Amedeo d’Aosta, Maria Chiara Marola, è comparso un messaggio chiaro, che ricalca quello composto dai dirigenti umbri: «Esprimo solidarietà e vicinanza alle/agli insegnanti e a tutto il personale che le cronache, troppo spesso, raccontano essere aggredite/i e ringrazio tutte e tutti coloro che lavorano in ogni scuola per l’impegno quotidiano e insostituibile, profuso ogni giorno con competenza e dedizione, anche nelle situazioni più difficili, nei riguardi delle nuove generazioni che sono il futuro del nostro paese».
La preside Ottaviano ha anche aggiunto: «L’impegno continuerà a essere massimo per difendere il ruolo educativo, formativo e inclusivo della scuola in un clima di collaborazione, trasparenza, serietà ma anche rispetto delle regole». I dirigenti italiani, come spiegano in un documento, «chiedono con forza una riappropriazione delle responsabilità di ciascuno, pena la deriva in un clima di maleducazione, sopraffazione, mancanza di rispetto».(m.c.)
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