Battaglia per salvare i tribunali, parlamentari al fianco dei sindaci

Deputati e senatori pronti a sostenere la richiesta di retromarcia al governo sui presìdi da sopprimere L’obiettivo è arrivare indenni al 2024, in attesa della riforma complessiva della «geografia giudiziaria»
AVEZZANO. I parlamentari abruzzesi sosterranno la battaglia per la salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto rilanciata dai sindaci, dai presidenti delle province e dagli Ordini degli avvocati. I deputati delle diverse forze politiche Camillo D'Alessandro, Stefania Pezzopane, Carmela Crippa, Andrea Colletti, Luigi D’Eramo, Daniela Torto e Antonio Zennaro sono intervenuti alla videoconferenza coordinata dal sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, assicurando il massimo appoggio, attraverso un efficace gioco di squadra, per convincere il Governo ad accogliere le istanze di salvaguardia dei quattro tribunali, con una soluzione anche per il personale. Al collegamento ha preso parte anche il senatore Luciano D'Alfonso.
L’appello dei primi cittadini Gianni Di Pangrazio (Avezzano), Mario Pupillo, (sindaco di Lanciano e presidente della provincia di Chieti), Annamaria Casini (Sulmona) e Francesco Menna (Vasto), nonché di Angelo Caruso (presidente della provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro) e di quattro presidenti degli ordini degli avvocati, Franco Colucci, Luca Tirabassi, Vittorio Melone e Silvana Anna Vassalli, ha centrato un primo risultato: i parlamentari intervenuti hanno sposato la causa dei territori che, con la chiusura dei tribunali prevista a settembre 2022, rimarrebbero privi dei presìdi di giustizia fondamentali. L’obiettivo è guadagnare altri due anni, fino al 14 settembre 2024, nell’attesa di una riforma della geografia giudiziaria in cui il legislatore «riveda l’orientamento» affinché sia garantito il «diritto alla giustizia di prossimità». Lo sguardo è dunque rivolto alla capitale, dove gli emendamenti dovranno essere dichiarati ammissibili per poi essere approvati dal parlamento. «L’eventuale chiusura», hanno scandito gli intervenuti, «sarebbe un disastro per trasporti, viabilità, economia, lavoro e ambiente, quindi per la qualità della vita dei cittadini e delle imprese». Il taglio dei tribunali contribuirebbe anche ad aumentare lo spopolamento dell’Abruzzo interno. La mobilitazione resta aperta: mercoledì alle 18 è in agenda un nuovo incontro.
Riparte dunque da Avezzano la battaglia per la salvezza dei tribunali minori a rischio soppressione. In cima all’agenda del sindaco Di Pangrazio c'è il tentativo di impedire ad ogni costo la chiusura dei presìdi di giustizia tagliati dalla riforma della giustizia. Per convincere il Governo a rivedere il riassetto della geografia giudiziaria il primo cittadino avezzanese aveva già invocato anche la mobilitazione nazionale chiamando a raccolta i sindaci di 29 comuni italiani «affinché la legge salva tribunali dell’Abruzzo possa essere replicata in tutte le regioni italiane per spingere il governo Draghi a riallineare la geografia giudiziaria».
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