Battiato e il suo canto d’amore per L’Aquila

9 Gennaio 2022

L’AQUILA. «Tra le nuvole e il mare/c’è una stazione di posta». La strofa di “Domani” – il singolo degli Artisti Uniti per l’Abruzzo, registrato il 21 aprile 2009 e pubblicato il 6 maggio dello...

L’AQUILA. «Tra le nuvole e il mare/c’è una stazione di posta».
La strofa di “Domani” – il singolo degli Artisti Uniti per l’Abruzzo, registrato il 21 aprile 2009 e pubblicato il 6 maggio dello stesso tragico anno – porta la voce inconfondibile di Franco Battiato.
Quel disco, nato da un’idea di Mauro Pagani, Caterina Caselli, Luciano Ligabue, Zucchero Fornaciari, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, portò tutti gli artisti coinvolti (56) a esibirsi a titolo gratuito. Anche chi, di quell’eterogeneo gruppone, si salutava appena, accettò la proposta senza fiatare.
Il disco raccolse oltre 1,2 milioni di euro da devolvere in favore di progetti per la ricostruzione della città devastata dal terremoto. Inizialmente destinati alla ricostruzione del Conservatorio “Alfredo Casella” e del Teatro comunale, nel 2012 furono poi riassegnati al restauro degli interni del teatro San Filippo, i cui lavori sono in dirittura d’arrivo.
«Franco non se lo fece ripetere due volte. Prese, a sue spese, l’aereo da Catania a Milano, cantò la sua parte di brano e poi se ne tornò a casa». Il canto d’amore per L’Aquila di Battiato è stato ricordato da Jovanotti in occasione del recente concerto-tributo trasmesso in tv dal titolo “Caro Battiato”, un evento speciale dedicato al cantautore siciliano scomparso il 18 maggio 2021.
Un appuntamento musicale televisivo di grande successo attraverso il quale – con la narrazione affidata a Pif (Pierfrancesco Diliberto) – sono state ripercorse la storia e la carriera del “Maestro” in forma di viaggio-racconto nei luoghi più significativi della sua vita.
Di Battiato all’Aquila resta il ricordo di un incontro affollatissimo avvenuto nel dicembre del 2009 con gli studenti della facoltà di Lettere. Tutto intorno i segni del terremoto, il faccia a faccia avvenne nell’allora sede provvisoria della facoltà all’interno del nucleo industriale di Bazzano dove l’artista entrò in piena empatia con l’uditorio.
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