Battute sessiste, bufera su Di Fabio

Offese volgari su Facebook contro le donne, l’assessore comunale chiede scusa ma il popolo del web insorge
AVEZZANO. L’ironia misogina dell’assessore Antonio Di Fabio sui social scatena una bufera mediatica. Aveva cliccato il tasto condividi su Facebook senza sapere (sostiene lui) che quelle foto un po’ volgari e quelle battute sarcastiche sulle donne e San Valentino avrebbero creato tanto scalpore. E invece si è ritrovato coperto da una valanga di critiche. La cartolina che ironizza sul controsenso delle donne, che si darebbero alla “pazza gioia” tutto l’anno per poi pretendere la cena di San Valentino con il compagno, non è piaciuta affatto alla sociologa avezzanese Maria Lucia D’Alò che immediatamente lo ha criticato ricordandogli che di quell’universo femminile su cui lui ironizzava, facevano parte anche la madre e la sua eventuale moglie. Di Fabio, che si era candidato con Italo Cipollone e dopo due anni e mezzo sui banchi dell’opposizione è passato in giunta con Gianni Di Pangrazio ricevendo le deleghe ai Lavori pubblici, al marketing territoriale e ai progetti strategici, non ha esitato a rispondere che «non ho una moglie, non ho una fidanzata e non ho cognate». Ma il popolo del web non l’ha perdonato e in molte hanno continuato a commentare il suo post fino a quando non è sparito. Stessa cosa per altri post contestati dal popolo rosa che, dopo le critiche, sono stati rimossi dalla pagina Facebook. La leggerezza usata dall’assessore Di Fabio, che in città lavora da anni come parrucchiere, non è piaciuta alla collega di giunta, Daniela Stati, che ha auspicato un chiarimento immediato e al sindaco Di Pangrazio che ha tuonato: «Non ho apprezzato per niente i link condivisi dall’assessore, ma al telefono l’ho sentito profondamente dispiaciuto e sono certo che le sue scuse sono sincere. I social sono strumenti che vanno usati con molta cautela, soprattutto quando si svolge un ruolo pubblico, perché anche un’inconsapevole leggerezza può provocare delle conseguenze spiacevoli». «Ho condiviso con i miei amici di Facebook delle battute ironiche senza ombra di dubbio eccessive», ha commentato Di Fabio, «non era mia intenzione arrecare offesa alla dignità femminile. Ho sempre amato e manifestato pieno rispetto verso ogni sesso: ne è testimonianza il mio servizio professionale, aperto e offerto a ogni donna e a ogni uomo, con uguale impegno. Espressioni estemporanee in un contesto di leggerezza e di scherno non possono e non devono alterare la mia personalità e il mio comportamento usuale. Purtroppo devo riscontrare che tutto ciò è stato strumentalizzato per colpire la mia figura politica e l’amministrazione. Desidero tuttavia scusarmi se, senza alcuna volontà, ho ferito la dignità della donna o di ogni persona. Chiedo di volere accogliere le mie scuse».
Eleonora Berardinetti
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