Beata Antonia, altri appelli per il chiostro

25 Novembre 2021

De Santis propone un’area verde al posto del palazzo e chiede di riunire la commissione territorio

L’AQUILA. «La riscoperta casuale del monastero, oscurato per anni da un palazzo incongruo e forse frutto della speculazione, costruito su via Sallustio, deve fare aprire gli occhi al Comune e alla Soprintendenza ai beni culturali e consentire il recupero e la valorizzazione di questo gioiello architettonico e religioso di grande bellezza».
Il consigliere comunale Lelio De Santis fa alcune proposte sulle sorti del chiostro del monastero della Beata Antonia entrato nel dibattito cittadino.
Sono in tanti, infatti, a chiedere che il tesoro architettonico riscoperto venga lasciato “a vista”. La nuova veduta, frutto della demolizione di un palazzo, sembra piacere ad una grande fetta di città.
«In questi giorni», osserva il capogruppo di Idv-Cambiare insieme, «è tornato alla visione dei cittadini e a mostrare la sua antica bellezza il monastero della Beata Antonia o del Corpo di Cristo, risalente al 1349, su via Sassa e ben visibile, dopo la demolizione del fabbricato antistante su via Sallustio. Capisco le difficoltà legate alla legittima ricostruzione degli appartamenti del palazzo e va trovata una soluzione abitativa di pari valore, ma l’interesse generale e la difesa del patrimonio storico e culturale della città vanno salvaguardati ora e subito». Insomma secondo De Santis, «questo è il momento per l’amministrazione comunale di avere coraggio e di mettere in pratica il concetto di città nuova, ma in nome del pregio storico, e secondo il motto, declamato e mai attuato “non necessariamente dov’era e com’era”. Anche la difficoltà legata alle proprietà abitative può trovare una giusta soluzione ricorrendo a una permuta con le abitazioni dell’edilizia equivalente, disponibili e inutilizzati per circa 500 unità. Per dare un contributo e affrontare in concreto il problema, ho chiesto la convocazione urgente della Commissione territorio al presidente, Luca Rocci, che si è subito reso disponibile, alla presenza dei tecnici e del dirigente del settore ricostruzione privata. Ritengo sia necessario intervenire con immediatezza per rendere fruibile il monastero e per realizzare un’area verde e un parcheggio nella zona recuperata. Mi auguro che il sindaco e la giunta capiscano l’importanza dell’intervento e che si rendano disponibili a fare gli atti necessari», conclude De Santis.
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