Beata Antonia, caso in commissione

De Santis (Cambiare insieme): «Serve un confronto a più voci per il chiostro»
L’AQUILA. Il destino dello spazio antistante il chiostro del monastero di clausura della Beata Antonia approderà in commissione comunale.
L’auspicio è di Lelio De Santis (Idv-Cambiare insieme). «L’elenco dei progetti approvati dalla giunta comunale, che saranno realizzati con i fondi del Pnrr, è inserito anche quello riguardante la valorizzazione dell’area del complesso della Beata Antonia lungo via Sallustio. Saluto con piacere questa decisione, avendo sollevato da tempo il problema di una valorizzazione, di una visione e di una fruizione del monastero della Beata Antonia, nascosto alla vista finora dal palazzo antistante delle suore. Proprio l’approvazione di questo progetto da parte della giunta comunale è il riconoscimento dell’importanza del problema e mostra la giusta sensibilità. Ne consegue che la mia idea, che è quella di tantissimi cittadini, di non ricostruire il palazzo antistante, che impedisce la visione del monastero da via Sallustio, è apprezzata e va coltivata con decisioni opportune tese a valorizzare la Beata Antonia, senza ricostruire il palazzo, in luogo del quale invece realizzare una piazza, con arredo urbano e con un’area verde attrezzata. Bisogna al contempo registrare la posizione di alcuni studiosi, come Vladimiro Placidi e monsignor Orlando Antonini, che hanno espresso perplessità al riguardo, perché ritengono non opportuno e antistorico eliminare il carattere riservato del chiostro e del convento. Pur apprezzando la loro posizione, ritengo che la politica e il governo cittadino debbano decidere sulla base del rilievo storico-architettonico del bene culturale, ma anche in base a una visione complessiva del centro storico, della sua fruizione e della sua valorizzazione sul piano turistico. Pertanto, ho chiesto da tempo la convocazione della commissione specifica per in confronto a più voci e per contribuire a elaborare la migliore soluzione possibile nell’interesse esclusivo della città e della valorizzazione dei suo patrimonio storico- culturale».

