“Bella Ciao” per ricordare Ciccuccio

21 Aprile 2020

La Marsica oggi dà l’addio a Francesco Presutti, 91 anni. È nella storia per la sua lotta a favore dei braccianti del Fucino

LUCO DEI MARSI. La Marsica dà l’addio a Francesco Presutti il nobile contadino del Fucino. Chi conosce la storia del Fucino e i sacrifici di quanti, negli anni, lottarono per vedersi riconoscere i loro diritti, hanno conosciuto sicuramente anche “Ciccuccio”, come tutti lo chiamavano, partigiano e antifascista, protagonista delle lotte contadine negli anni Cinquanta.
FONTE DI STORIA. Fonte inesauribile della storia del territorio, si è spento ieri nella sua casa all’Incile, dove poco più di un mese fa aveva compiuto 91 anni. Presutti fu in prima linea subito dopo la Seconda Guerra mondiale nella battaglia contro il principe Torlonia, con il solo obiettivo di difendere “nobilmente” i contadini e quanti lavoravano con umiltà nelle colture del Fucino. L’onorevole Giancarlo Cantelmi lo ricorda come «una vera e propria colonna per il Fucino, punto di riferimento per tutti noi. All’interno del Partito comunista e nel Comitato federale di cui era membro, tutti ammiravano i suoi interventi robusti, di un vero lavoratore. Questo perché lui non soltanto era legato a queste idee, ma era particolarmente severo con se stesso e con gli altri, anche se questa severità veniva lenita spesso dalla sua capacità politica di saper mediare. Mi addolora la sua scomparsa, per i tanti ricordi che ho di lui e per quello che ha rappresentato per questo territorio».
SIMBOLO. Negli anni Ciccuccio era diventato il simbolo delle lotte contadine, tanto che la Rai negli anni ’80 realizzò un documentario per il Dipartimento scuola educazione, facendogli raccontare la storia dei cafoni del Fucino. Il risultato fu “L’incantesimo del lago Fucino”, realizzato da Fabrizio Franceschelli con la consulenza storica di Romolo Liberale, suo grande amico. «Ciccuccio Presutti era, e sarà per sempre, un combattente, partigiano nell’anima», ha commentato il sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, «un contadino fiero, colto, capace di raccontare lo spirito delle sue battaglie e il suo sguardo chiaro, lucido, sulla crudeltà delle oppressioni di tutti i tipi e sull’ingiustizia di ogni tempo, e di opporvisi senza riserve e senza esitazione alcuna. Un compagno che ha intessuto la sua vita di passione, di amicizia, di lealtà e dell’amore per la terra, alla quale lo lasciamo come si lascia un fratello, un faro, un testimone del meglio delle nostre qualità di luchesi».
IL RICORDO DELL’ANPI. Per il presidente Anpi Marsica Giovanni D’Amico e il segretario Augusto Di Bastiano, «era il simbolo della sinistra marsicana, delle lotte agrarie e antifasciste. Esprimiamo la più sentita partecipazione al lutto per la scomparsa di Ciccuccio, una figura che con tutta la sua famiglia è stata espressione della cultura antifascista e democratica nella Marsica. L’Anpi gli rende onore per i valori e la coerenza che ha saputo esprimere nella sua vita».
Gli anni non avevano scalfito la sua memoria, mentre il suo cuore era stato messo a dura prova dalla perdita della moglie Elia e del figlio Gigi, dirigente Filcams e Filt della Cgil nazionale. «Ciccuccio è stato un protagonista delle lotte del Fucino, che hanno segnato la più importante conquista verso l’emancipazione e il riscatto del popolo della Marsica», ha precisato Michele Fina, segretario regionale del Pd. «Ci ha lasciato uno degli ultimi padri della nostra terra e un antifascista, pochi giorni prima del 25 Aprile».
BELLA CIAO. «Un motivo in più perché, anche in suo onore, sabato prossimo sia la festa della libertà e della democrazia sulle note, patrimonio di tutti gli italiani, di “Bella ciao”. Lo dobbiamo a tutti i testimoni che, come Ciccuccio», ha concluso Fina, «non hanno mai smesso di ricordarcelo». Oggi alle 10 la salma verrà tumulata nel cimitero di Avezzano, dove, a causa dei provvedimenti per contrastare il coronavirus, non sarà possibile partecipare. Commosso anche il ricordo di Rifondazione comunista: «Piangiamo la scomparsa del compagno Ciccuccio. Ci piace ricordarli insieme, lui e Romolo Liberale, uniti nella lotta per un mondo migliore in un’epoca, oggi come allora, dove lo sfruttamento del lavoro bracciantile continua a essere feroce ed indiscriminato».
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