Belvedere, comitato civico incalza il Comune

4 Settembre 2020

L’avvocato Museo: «Niente abbattimento senza immediata ricostruzione dell’infrastruttura»

L’AQUILA. Niente abbattimento senza immediata ricostruzione. Un’operazione che – chiede il Comitato Ponte Belvedere – dev’essere simultanea. Il timore espresso è che, tra la fase di demolizione e quella di ricostruzione, possano passare mesi, se non anni. Considerando anche la tempistica che ha accompagnato, finora, la storia del ponte. Una lettera indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi e al vice Raffaele Daniele, che porta la firma dell’avvocato Gianluca Museo, in qualità di legale rappresentante del Comitato Ponte Belvedere, chiede di definire un cronoprogramma per scongiurare ritardi e disservizi. Qualora dal Comune non dovessero arrivare risposte, il Comitato è pronto «ad agire nelle sedi competenti per scongiurare un evento che sarebbe di gravissimo pregiudizio per l’intera collettività aquilana».
«Siamo venuti a sapere che il Comune ha optato per l’attuazione dell’idea donata dall’architetto Marg che prevede la demolizione e ricostruzione», si legge nella lettera. «In attuazione di tale decisione, il dirigente della ricostruzione pubblica ha pubblicato due avvisi per l’affidamento dei servizi di ingegneria necessari alla realizzazione dell’idea Marg: con determina 3246 del 14 agosto scorso, quelli relativi alla ricostruzione del ponte, e con la 3247 quelli relativi alla demolizione. Al di là dell’irrazionalità di tale decisione, che ha portato alla suddivisione di una prestazione che ha contenuto unitario», sottolinea Museo, «la scelta apre la strada alla possibilità che, sia le attività di progettazione che la materiale esecuzione dei due interventi, avvengano in tempi diversi. In altre parole, che si proceda immediatamente alla demolizione del ponte, senza però avviare subito la ricostruzione». Possibilità che, secondo il Comitato «sarebbe di grave nocumento agli aquilani perché li priverebbe, a tempo indeterminato, di un’arteria che, sebbene al momento percorribile solo a piedi o in bicicletta, svolge una funzione essenziale di collegamento». Quello del Comitato non è un no secco alla demolizione. «Ma non siamo disposti», prosegue Museo, «ad accettare supinamente un ulteriore aggravamento della situazione». Da qui la richiesta al Comune «di fornire, a stretto giro, una formale e definitiva rassicurazione in merito al fatto che si procederà alla demolizione del ponte solo nel momento in cui sarà possibile avviarne la ricostruzione». O sarà battaglia legale.