Benedetti (Pd) vuole un consiglio comunale Tinari dice no. Biondi: «Richiesta bizzarra»

17 Marzo 2020

«Roberto Tinari convochi al più presto il consiglio comunale per decidere le linee di indirizzo nella gestione dell’emergenza». La richiesta viene dal presidente del Pd dell’Aquila, Carlo Benedetti...

«Roberto Tinari convochi al più presto il consiglio comunale per decidere le linee di indirizzo nella gestione dell’emergenza». La richiesta viene dal presidente del Pd dell’Aquila, Carlo Benedetti (nella foto), che a capo dell’assise civica è stato per 10 anni: dal 2007 al 2017, dunque anche nei giorni del sisma. Ed è proprio sul ricordo dell’esperienza post-terremoto, quando nacque una sorta di “consiglio di unità cittadina”, che poggia la proposta di Benedetti: «Durante il terremoto tutti gli oggetti delle ordinanze e dei decreti commissariali vennero discussi e decisi dal consiglio, che si riunì per circa 120 volte su questi argomenti. C'era anche Tinari, allora. Il consiglio ebbe un ruolo centrale e propositivo. Gli ordini del giorno più importanti furono firmati da me e da Enzo Lombardi, capo politico e morale dell’opposizione e presidente della commissione Garanzia. Franco Mucciante di Forza Italia venne eletto presidente della commissione bilancio. Si arrivò a proporre l’ingresso in giunta anche all’opposizione». Secondo Benedetti il consiglio potrebbe essere convocato anche secondo le modalità tradizionali, previa adozione degli accorgimenti igienico-sanitari e delle misure di sicurezza previste dai decreti: «Tinari inizi subito a far sanificare i locali del consiglio e faccia distribuire le mascherine protettive utili a proteggere la salute di tutti». In alternativa, propone il presidente del Pd, i consiglieri potrebbero lavorare anche da remoto: «Esistono i mezzi tecnologici per farlo». La richiesta di Benedetti è stata bocciata, però, da Tinari: «Undici anni fa ci veniva chiesto di stare lontano dagli immobili ed era assolutamente normale, anzi doveroso, che il consiglio si riunisse nei fabbricati agibili o, come è accaduto, all’aperto. Qui la situazione è esattamente rovesciata. Dobbiamo rimanere a casa». «Mi sembra una richiesta bizzarra, per usare un eufemismo», ha commentato Biondi. «Non vedo come si possa convocare il consiglio quando non si fa altro che raccomandare alle persone di non uscire di casa e di evitare gli assembramenti. Quanto alla possibilità di svolgere le sedute in videoconferenza, il regolamento attuale non la prevede». La videoconferenza è ammessa invece per le riunioni di giunta: «Ma a parte che sono più facili da gestire», precisa Biondi, «per ricorrere a questo strumento abbiamo dovuto votare una delibera ad hoc». (ro.ciu.)