Benedetti va all’attacco del Pd

22 Settembre 2016

Il mancato invito alla festa dell’Unità scatena la polemica ma sotto ci sono seri problemi politici

L’AQUILA. La vicenda si potrebbe liquidare come una delle tante che ogni giorno nascono e muoiono nel giro di un paio d’ore su Facebook. Ieri il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti, del Pd, se l’è presa con gli organizzatori della festa dell’Unità per non essere stato invitato ai dibattiti previsti in questi giorni. Anzi l’invito c’era stato ma solo per un saluto istituzionale. «Anche quest'anno il mio contributo al festival dell'Unità è stato ritenuto "sgradito" dalla dirigenza del Pd e dal suo giovane segretario Stefano Albano. Forse perché sto al Pd come un cavolo a merenda o forse perché è solo un festival dell'Amicizia (che era la festa della Dc ndr) per contenuti e presenze» ha scritto Benedetti. A quel punto c’è stata una replica di Albano e una controreplica di Benedetti. Toni aspri ma che non fanno capire qual è la posta in gioco. La questione vera è che, secondo il presidente del consiglio comunale, un evento con al centro la ricostruzione dell’Aquila sarebbe dovuto essere a più voci , soprattutto quella delle frazioni e dei consiglieri comunali Pd che le rappresentano. Invece il sospetto di Benedetti è che il Pd sia ormai un partito che si è chiuso in se stesso, autoreferenziale, in cui parlano sempre gli stessi pronti ad autocelebrarsi. «Avevo chiesto tempo fa» dice Benedetti «di creare all’interno dell’ufficio speciale uno sportello dedicato solo alle frazioni. Ho posto poi una serie di problematiche relative al rapporto con la Regione e con il presidente D’Alfonso e potrei continuare a lungo. La verità è che sia io che altri consiglieri comunali veniamo ignorati o al massimo sopportati. I dibattiti alla festa dell’Unità potevano essere occasione per un confronto vero e invece anche la cosiddetta linea giovane del Pd preferisce parlarsi addosso e mettere all’angolo chi la politica la fa per passione e cerca di venire incontro alle questioni che i citttadini ci pongono ogni giorno». Benedetti, come è noto, nel Pd non è uno qualsiasi. Da presidente del consiglio comunale in questi anni ha vissuto dall’interno la vita amministrativa. Se pone questioni di condivisione nelle scelte forse qualche problema c’è stato e c’è. (g.p.)