Benzinaio rapinato, arrestati due fratelli

Accusati del colpo di maggio ad Avezzano: rubarono 32mila euro, l’incasso di una settimana. Ricercato un terzo complice
AVEZZANO. Era stato rapinato dell’incasso di una settimana, mentre si recava alle Poste per il deposito in contanti. Gli avevano portato via un bottino di 32mila euro. A distanza di sette mesi, due dei presunti responsabili del colpo sono stati arrestati dalla polizia. Si tratta di due fratelli, L.D.S. e P.D.S., entrambi residenti ad Avezzano. Il terzo complice non è stato ancora individuato ed è ricercato. Gli agenti dell’anticrimine del commissariato di Avezzano, insieme alla squadra volante, hanno eseguito ieri mattina un’ordinanza di carcerazione nei confronti dei due giovani. Sono accusati di rapina a mano armata, avvenuta alla fine di maggio scorso in via Di Lorenzo-via delle Industrie ai danni del titolare di un distributore di carburanti, di nazionalità pakistana. In particolare, l’uomo aveva raccontato che, mentre si recava a bordo della sua auto alle Poste di Avezzano per depositare l’incasso della settimana lavorativa, era stato bloccato da tre persone che gli avevano sbarrato letteralmente la strada con due macchine. Erano scese, tutte a volto scoperto. Due di loro erano entrate nella macchina, mente la terza, puntandogli una pistola alla schiena, aveva intimato all’uomo di consegnare lo zaino nel quale era custodito il denaro. Subito dopo i rapinatori erano fuggiti a bordo della vettura. Le indagini avviate dalla polizia giudiziaria del commissariato di Avezzano hanno permesso di ricostruire l’accaduto anche attraverso delle immagini dell’impianto di videosorveglianza presente in città. La descrizione dei tratti somatici dei presunti autori del reato erano state immortalate. Di conseguenza è stato possibile tracciare un quadro probatorio per individuare due rapinatori, destinatari appunto della misura cautelare in carcere emessa dal tribunale di Avezzano su proposta del pubblico ministero della procura di Avezzano. Il terzo uomo finora non è stato del tutto riconosciuto, e quindi non è stato possibile assicurarlo alla giustizia con misure restrittive, ma sono in corso accertamenti finalizzati alla completa identificazione. (p.g.)

