Bernini: qui la farmaceutica è una eccellenza in Europa

22 Aprile 2023

Convegno alla Dompé, l’azienda aquilana festeggia trent’anni di attività Farmindustria: abbiamo battuto per produttività Germania, Francia e Spagna

L’AQUILA. «Il patto per la crescita tra università e settore farmaceutico sta dando risultati straordinari. Un altro collegamento tra università e ricerca applicata, cioè le aziende, sono i dottorati innovativi, cofinanziati tra ateneo e impresa: ciò porta la ricerca dentro l’azienda e consente al dottorando di essere assunto. Dunque, si accorcia sempre di più il canale di comunicazione, a volte troppo lungo, tra il mondo della formazione e quello del lavoro». Ha sottolineato i risvolti pratici sull’occupazione, il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, intervenendo ieri, all’Aquila, all’appuntamento “Innovazione e produzione di valore”, organizzato da Farmindustria nella sala convegni Dompé, stabilmento che quest’anno festeggia i 30 anni di attività. Un evento che ha messo in luce la crescita esponenziale del settore e il ruolo rivestito dall’Abruzzo: la regione, secondo il report di Farmindustria, «è un’eccellenza europea nella farmaceutica, arrivando a battere Germania, Francia e Spagna per produttività del lavoro».
FONDI PER LA RICERCA
E la ricerca, in tutto questo, svolge un ruolo fondamentale. «Nel Pnrr sono previsti complessivamente 11 miliardi per la ricerca, di cui circa 9 sono già stati impiegati tra centri nazionali che sono 5, ecosistemi dell’innovazione che sono 11, partenariati estesi (14) e infrastrutture di ricerca», ha dichiarato il ministro Bernini. «Questa sarà la condizione preliminare per dare un booster di crescita e di innovazione non solamente alle nostre università, ma anche alle nostre imprese, che ormai vanno di pari passo. Grazie al Pnrr», ha aggiunto, «ci sono anche infrastrutture strategiche a cui molte aziende farmaceutiche partecipano. Siamo grandi in Europa e nel mondo grazie a un’industria farmaceutica che cresce continuamente e che garantisce e supporta sempre di più il benessere delle persone».
ABRUZZO LEADER
I numeri forniti da Farmindustria certificano la posizione strategica dell’Abruzzo. Grazie alla qualità delle risorse umane e agli elevatissimi investimenti delle imprese, 60 milioni di euro circa in ricerca e sviluppo nella farmaceutica, una cifra che rappresenta oltre il 20% del totale delle imprese nella regione, in Abruzzo la produttività del lavoro della farmaceutica è superiore a quella di Paesi come Germania, Francia o Spagna. «A fronte di un’occupazione pari all’1,6% del totale regionale», evidenzia il rapporto di Farmindustria, «il valore aggiunto è del 6,1%. Una caratteristica che consente di incrementare gli addetti di qualità con una remunerazione superiore a quella della media manifatturiera». E ancora. I numeri della presenza dell’industria farmaceutica in Abruzzo, che vede importanti aziende come Alfasigma, Dompé, Menarini, Sanofi, parlano di 800 milioni di euro di export nel 2022, cresciuto del 172% negli ultimi 5 anni e pari a circa il 10% dell’export manifatturiero della regione e al 75% dell’export hi-tech regionale. Sono 1.300 gli addetti diretti che raggiungono i 3.000 con i settori fornitori. L’Aquila e Pescara risultano tra le principali province in Italia, sia per numero di addetti nella farmaceutica, sia per incidenza degli addetti sul totale manifatturiero della provincia. All’Aquila l’export della farmaceutica è cresciuto del 58% e il settore è primo con il 53% dell’export manifatturiero nel 2022 (44% nel 2021).
SGUARDO AL FUTURO
«L’Abruzzo è un territorio paradigmatico dell’industria farmaceutica in Italia», ha evidenziato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, «sia per la capacità di resilienza e la voglia di guardare al futuro, come dimostrato dopo il tragico terremoto del 2009, che per la presenza di molte aziende, radicate nel territorio da anni, diverse e sempre innovative, a capitale italiano o internazionale, che rappresentano tutte il Made in Italy e creano opportunità di buona occupazione e rapporti sinergici con le aziende locali dell’indotto. Imprese che vogliono continuare a investire in questa Regione. Siamo in una fase cruciale per il nostro settore. Per questo è il momento di alzare ancora di più l’asticella e riconoscere il ruolo strategico dell’industria farmaceutica per salute, investimenti, occupazione e sicurezza nazionale. Abbiamo bisogno di finanziamento della spesa e regole adeguate alla domanda e all’innovazione», ha concluso il presidente di Farmindustria, «compatibili con la sostenibilità della presenza industriale: un quadro attrattivo per investimenti in ricerca e produzione e un contesto regolatorio con procedure veloci e flessibili per un rapido accesso alle cure. L’industria farmaceutica è pronta ad investire ancora di più».
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