Biagi: riapriremo il Liceo Ovidio Gara per i lavori entro primavera

17 Gennaio 2020

L’assessore ai Lavori pubblici detta nuovi tempi dopo quasi undici anni di promesse e proteste «Rifaremo il progetto dopo il no della Soprintendenza, con altri calcoli e interventi meno impattanti»

SULMONA. Ad aprile saliranno a undici gli anni di chiusura del Liceo classico Ovidio. Il 2020, però, dovrebbe essere l’anno della rinascita per la storica scuola di piazza XX Settembre, con l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sulmona, Luigi Biagi, che rivela che la gara per affidare i lavori si farà a primavera.
NO DELLA SOPRINTENDENZA. Per assurdo, a sbloccare l’iter dovrebbe essere il parere negativo annunciato dalla Soprintendenza al progetto di ristrutturazione post sisma, con coefficiente pari allo 0,77 (cioè di più di dieci punti superiore al minimo consentito). Una variabile che ha determinato l’aumento degli interventi e in alcuni casi lo stravolgimento degli spazi interni. Troppo per un palazzo antico e vincolato secondo i canoni della Soprintendenza. «Il parere negativo della Soprintendenza ci darà modo di rimodulare i calcoli e rifare il progetto», interviene l’assessore Luigi Biagi, «con interventi meno impattanti e con la gara che potrà partire a primavera. Riapriremo lo storico Liceo».
AULE VUOTE DAL 2009. Il Liceo è chiuso dal terremoto dell’Aquila e da allora gli studenti sono stati trasferiti nella sede dell’Istituto d’arte. In occasione del decennale dalla chiusura, ad aprile scorso, gli studenti hanno organizzato un’assemblea davanti al portone di ingresso della loro scuola. Quella che in realtà non hanno mai visto né vissuto, che rivendicano come loro grazie ai racconti dei loro genitori o degli studenti che li hanno preceduti e che hanno avuto la fortuna di diplomarsi guardando dalla finestra la statua di Ovidio.
PROTESTE E COMITATI. Ogni anno gli studenti hanno organizzato scioperi, cortei e assemblee per rivendicare l’apertura della scuola. Da un paio di anni, invece, ex professori e dirigenti dell’istituto, assieme ad ex sindacalisti, si sono “inventati” la protesta degli uomini sandwich indossando cartelli con scritte per sollecitare la riapertura. Nei mesi scorsi, invece, è nata Pon Alumni, un’associazione di ex studenti con lo scopo di riaccendere l’attenzione sulla questione.
11 ANNI DI ABBANDONO. Lo storico edificio, chiuso da aprile 2009, subito dopo il terremoto, resta nell’abbandono più totale. Più di 3mila 600 giorni in cui incuria e degrado si sono impossessati della scuola, eletta ormai dimora storica da piccioni e ratti, con lo sterro sparso sui banchi e sui pavimenti in graniglia e la polvere che ha scurito le pareti. La rovina, però, comincia a vedersi anche dall’esterno, con le infiltrazioni di acqua dal tetto che hanno provocato crolli di intonaco in più punti rendendo necessario transennare l’area.
IL PROGETTO. I lavori sulla scuola, per una spesa complessiva di 4 milioni e 100mila euro, prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010. Sono previste perforazioni e armature di muri portanti, solai, pavimentazione e impianti. Gli interventi interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e antichi) in abbandono. (f.p.)
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