Biblioteca chiusa, lezioni spostate

Università Libera età: lezioni all’Archivio di Stato. Trasloco di libri all’Inps, riapertura parziale di altri locali
SULMONA. La chiusura forzata e improvvisa dell’Agenzia di promozione culturale ha imposto il trasloco delle ultime lezioni dell’Università per la Libera età. L’appuntamento previsto per ieri in calendario si è tenuto nella sede dell’Archivio di Stato, dove si concluderanno i corsi per quest’anno accademico.
Intanto, ieri è stata una giornata di sopralluoghi in città dei tecnici comunali, regionali e del Genio civile alla ricerca di una soluzione alternativa per l’ultima biblioteca cittadina che era rimasta aperta. Al vaglio ci sono gli spazi della Curia vescovile, quelli del Tribunale e della struttura a via Pola del Ministero dello Sviluppo economico, anche se quella più accreditata dovrebbe essere la sede dell’Inps di via Sardi, che avrebbe aree a disposizione per ospitare almeno incontri e congressi. La parte che avrebbe riportato maggiori problemi di tenuta statica - secondo le verifiche avviate dalla Regione - è quella dell’anfiteatro, sede di conferenze, convegni e lezioni varie. La biblioteca coi suoi 35mila volumi e le 150 persone che la frequentano ogni giorno potrebbero trovare posto in via provvisoria in uno dei piani della sede Inps di via Sardi.
Intanto, si va verso un’apertura parziale della struttura chiusa martedì scorso, come richiesto dal sindaco Annamaria Casini. Potrebbe tornare a essere fruibile a giorni, infatti, una parte dell’Agenzia di promozione culturale chiusa tre giorni fa senza preavviso dalla Regione dopo alcune verifiche statiche. Controlli che avrebbero rilevato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,26%. I sopralluoghi di ieri dovrebbero portare a breve all’individuazione di una soluzione alternativa. «L’obiettivo è quello di riattivare nell’immediato servizi e attività, anche attraverso la possibilità di una riapertura parziale dell’edificio, che sarà sottoposto già in queste ore a una rilettura della stima tecnica, da parte della Regione, per verificare l’agibilità almeno di una parte», sostiene il sindaco Casini.
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