Bibliotecari e ragionieri rinforzi per il tribunale

Dalla Regione arrivano 4 impiegati, ma D’Alfonso ne aveva annunciati 15 Il presidente Forgillo: «Tornerò alla carica per ottenere altre persone»
AVEZZANO. Se ne attendevano almeno 15, ma ne sono arrivati appena quattro. Ecco i dipendenti della Regione che hanno preso servizio in tribunale di Avezzano. Si concretizza quindi neanche a metà l’annuncio fatto a febbraio dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. I lavoratori della Regione hanno risposto al bando elaborato su un protocollo d’intesa sottoscritto dal presidente del tribunale, Eugenio Forgillo, e la Regione Abruzzo. Alla richiesta di aiuto del tribunale, sotto organico ormai da anni – nelle cancellerie lavorano le stesse persone da vent’anni, per cui non è mai stato fatto nemmeno un concorso per l’aumento di livello – la Regione non aveva esitato a dare la sua disponibilità. Tanto che lo scorso febbraio, alla firma dell’intesa, era arrivato in tribunale il presidente D’Alfonso, accompagnato dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio e il vicesindaco Ferdinando Boccia. Ufficialmente si tratta di un accordo tra il tribunale, amministrato dallo Stato e dalla Regione.
La giunta D’Alfonso ha offerto ai suoi dipendenti – alcuni dei quali dell’ex Arssa – la possibilità di trasferirsi ad Avezzano per entrare in forza al tribunale. Quindi i lavoratori rimangono comunque dipendenti della Regione, anche se cambiano a tutti gli effetti lavoro, entrando in un presidio giudiziario. La collaborazione tra i due Enti pubblici è possibile attraverso l’istituto del distacco temporaneo su base di mobilità volontaria. Per fare domanda, i dipendenti hanno presentato un curriculum e si sono proposti. Dieci le domande presentate. Un candidato ha chiesto la revoca della domanda e ne sono rimasti nove. Si tratta di due impiegati dell’Agenzia di promozione culturale di via Cavalieri di Vittorio Veneto, un impiegato dell’ufficio del personale, due della Ragioneria e un autista. Quattro sono già entrati in servizio. Uno arriverà il 18 maggio (deve portare a termine un progetto) e un altro a luglio, perché sta godendo delle ferie obbligatorie. Due di loro sono ex lavoratori Arssa, poi confluiti negli uffici della Regione. Altre tre persone, che avevano richiesto di venire ad Avezzano, non hanno avuto il placet dei loro dirigenti e quindi per loro il desiderio di lavorare nella propria città, senza dover viaggiare ogni giorno fino all’Aquila, è svanito con una firma negata.
«Tornerò subito alla carica per ottenere altre persone» commenta il presidente del tribunale, Eugenio Forgillo «da un lato ringrazio la Regione per la sensibilità dimostrata con la disponibilità nel fornirci il personale, considerato che siamo al di sotto del 20%. Sicuramente questo è un primo passo apprezzabile che fonda un nuovo connubio tra due enti diversi. Dall’altro, però, confidiamo in un passo ulteriore da parte della Regione per soddisfare la nostra esigenza ma anche la legittima aspettativa di lavoratori che hanno chiesto di poter venire a lavorare al tribunale di Avezzano».
Cosa andranno a fare i nuovi arrivati in tribunale?
«Svolgeranno lavoro di supporto alle cancellerie» spiega la direttrice amministrativa, Maria Concetta Raimondo, «sia civili che penali. Si occuperanno anche di servizi amministrativi».
Come stabilito dal protocollo d’intesa, la mobilità è per sei mesi, ma è offerta comunque la possibilità di fare un passo indietro e tornare al vecchio incarico, qualora il lavoratore non riesca ad inserirsi o non si senta idoneo. Il lavoro potrebbe anche andare avanti per altro tempo.
Magda Tirabassi
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