Bicincontriamoci: senza auto si rilancia il centro storico

SULMONA. Turismo di qualità, mobilità sostenibile e trasporti efficienti. Questa la ricetta anticrisi dell’associazione Bicincontriamoci, che rilancia la pedonalizzazione del centro storico dopo l’ab...
SULMONA. Turismo di qualità, mobilità sostenibile e trasporti efficienti. Questa la ricetta anticrisi dell’associazione Bicincontriamoci, che rilancia la pedonalizzazione del centro storico dopo l’abbondante nevicata degli ultimi giorni, che ha portato molti turisti in visita in città dalle località sciistiche dell’Alto Sangro. I varchi della Ztl lasciati attivi nella prima giornata di emergenza neve hanno fatto riesplodere, però, le critiche dei commercianti del centro storico, alcuni dei quali costretti a chiudere i loro negozi prima del tempo. Per chi si batte per una circolazione a misura di pedone, invece, è proprio dalla chiusura al traffico che si deve partire, assieme ad un’adeguata promozione del territorio.
Antonio Cellitti, presidente di Bicincontriamoci, che ha già raccolto 532 firme per l’isola pedonale, affida ad una lettera aperta la sua proposta di rilancio. «Credo che l’arma vincente sia il turismo di qualità e noi abbiamo tutte le potenzialità» interviene «ma dobbiamo essere onesti nell’auto-testarci. Il primo problema che dobbiamo affrontare è che oggi non abbiamo gli standard per poterci porre su un mercato d’eccellenza. Non solo siamo totalmente sconosciuti sulle mappe europee e internazionali del turismo, ma abbiamo un sistema abbastanza arretrato. Per prima cosa va ripensata la nostra città e poi la Valle Peligna. La mobilità ha un valore intrinseco fondamentale. Il punto non è solo pedonalizzare il centro storico, se bastasse questo per riattivare l'economia di Sulmona sarebbe molto semplice, ma è chiaro che è uno dei punti da attuare. La città va ripensata interamente, rispondendo agli standard di qualità che l’Europa e il turismo mondiale ci chiedono. Arrivare dalle nostre parti in treno, in autobus o in bici è un’impresa. Già dalla stazione ferroviaria al centro i collegamenti sono inesistenti, senza contrare con l’hinterland della città».
Effettivamente per un turista non automunito sarebbe un’impresa raggiungere i siti monumentali e naturalistici dell’Abbazia celestiniana, dell’eremo di Celestino V, del sito archeologico di Corfinio, delle Gole di San Venanzio.
«Risolvere tutto questo necessita di uno studio ben articolato, condotto da chi sa come progettare» spiega Cellitti «urbanisti e architetti che conoscono cosa è un Pums, Piano urbano di mobilità sostenibile, analizzando tutti questi problemi e dando le giuste soluzioni da veri tecnici. Lo studio va fatto non a macchia di leopardo, come si fa di solito. Ma tutto questo va affrontato subito, perché il futuro si costruisce adesso e per dare modo ai nostri figli di progettare qui la loro vita».
Federica Pantano
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