Bilanci del Cam nel mirino della Corte dei conti

24 Luglio 2016

La magistratura speciale invita il consorzio acquedottistico a richiedere i soldi erogati all’amministratore Gianfranco Tedeschi nel periodo dal 2008 al 2012

AVEZZANO. La Corte dei conti getta nel panico i sindaci dei Comuni soci del Cam. Nel corso dell’ultima assemblea, l’avvocato Paola Attili, ha letto una comunicazione con cui la magistratura contabile invita il Consiglio di gestione del Cam, di cui lei è presidente, a valutare la possibilità di richiedere a Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio, la restituzione della somma percepita, tra il 2008 e il 2012, in qualità di amministratore delegato del Consorzio acquedottistico. Quella che poteva sembrare una buona notizia, in quanto l’eventuale somma recuperata sarebbe finita nelle casse dei Comuni, soci del Cam, si è trasformata in un incubo. Erano stati infatti gli stessi Comuni a deliberare l’attribuzione del compenso a Tedeschi, nonostante il parere contrario dell’Ato, organo di vigilanza dei consorzi acquedottistici. Nel periodo finito sotto la lente della Corte dei conti, Gianfranco Tedeschi, era presidente del Cda e amministratore delegato del Cam. Ma era anche sindaco di Cerchio. Il 20 aprile 2007, l’assemblea dei soci ha deliberato di corrispondere a Tedeschi, i qualità di amministratore delegato, un compenso annuo di 84.000 euro lordi a partire dal 2008. Il 17 febbraio 2009 la stessa assemblea, all’unanimità, ha confermato Tedeschi alla guida del Cam, portandone il compenso a 9.000 euro al mese. Secondo l’Ato, in quanto sindaco di un Comune socio del Cam, Tedeschi non poteva ricoprire anche la carica di ad. Tedeschi, però, dalla sua aveva non solo le delibere delle assemblee dei soci, ma anche i pareri di alcuni esperti. Pertanto è andato dritto per la sua strada. Alla fine del 2012 al Cam è cambiata la governance, basata su un sistema duale: Consiglio di gestione e Consiglio di sorveglianza. Lorenzo Di Cesare, nominato il 20 dicembre presidente del consiglio di gestione, “ fatto fuori” dopo appena sei mesi perché troppo intransigente, ha segnalato il caso dell’ex ad alla Corte dei conti. Segnalazione che andava ad aggiungersi a quelle fatte in precedenza dall’Ato. All’inizio di quest’anno la Corte dei conti ha richiesto al Consiglio di gestione del Cam - di cui oltre alla presidente, l’avvocato Paola Attili, fanno parte anche l’ingegnere Giuseppe Venturini, e il consigliere Armando Floris, una marea di documenti sulla gestione dell’ex Cda. Qualche giorno fa l’invito allo stesso Consiglio di valutare la restituzione del pagamento non dovuto. Il Cdg non se l’è però sentita di assumersi una tale responsabilità. Così, d’accordo con il Cds, di cui è presidente Gianni Di Pangrazio, ha passato la patata bollente all’assemblea dei sindaci, che non sanno che pesci prendere. Tanto da volere rimandare il caso a dopo l’approvazione del bilancio.

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